Menu

Tipografia
-Presidente Claudio Puppo, che ne pensa della vicenda dei sette atleti disabili che non si sono potuti imbarcare sull’aereo che da Tessera, a Venezia li avrebbe dovuti portare a Sidney?

Questo disguido e'stato causato dalla rigidita' burocratica propria di molte compagnie aere, le quali hanno stabilito (loro dicono), che per motivi di sicurezza, non possono trasportare più di un certo numero di utenti disabili che deambulano con la sedia a ruote, clienti etichettati con la sigla “WCHC”. Questa Kultura (K = simbolo medico per definire una patologia cancerosa), ci allontana sempre piu' dal totale reinserimento delle persone disabili. Soprattutto questo concetto regala un alibi ad alcune compagnie aeree, che nascondendosi dietro alla scusa della sicurezza, evitano di servire un'utenza che necessita di un'assistenza aggiuntiva.Nonostante questo,negli ultimi anni la frase “per motivi di sicurezza” si e'un po’ allentata: prima non era concesso a un disabile (WCHC) di viaggiare non accompagnato, anche su brevi voli nazionali. Tale burocrazia lentamente si sta modificando: un cambiamento dovuto al forte aumento di viaggiatori - turisti disabili, che utilizzano anche gli aerei come abituale mezzo di spostamento. Un 'pacchett-clienti' dunque da preservare.

- Cosa dovrebbero cambiare le compagnie?

Il prossimo passo e'quello di acquistare (o modificare) i velivoli, che permettano a chi deambula in carrozzina, di poter raggiungere autonomamente la propria poltrona (cambiamento che sta avvenendo sulle carrozze ferroviarie), adeguando alle misure delle carrozzine sia gli accessi, i corridoi che WC.

- Quale comportamento dovrebbero adottare i disabili?

Il compito di ogni disabile, a mio modesto parere, e' quello di pretendere di essere trattato alla pari di ogni altro cittadino – passeggero, impegnandosi direttamente affinche' vengano eliminate tutte quelle barriere sia architettoniche che burocratiche, che ancora oggi ci differenziano dal cittadino normodotato, ma soprattutto ritengo che ognuno di noi diventi visibile, cioe', difficilmente vedo dei “ragazzi” disabili nelle discoteche, nei cinema, nei bar, ristoranti o come turisti viaggiare e visitare le nostre meravigliose citta'. Se vogliamo che cambi la cultura nei nostri riguardi, dobbiamo in prima persona impegnarci affinche' il burocrate capisca che anche noi esistiamo.

Valter Nicoletti - walter@disabiliforum.com