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Sulla vicenda (articolo da La Nazione) abbiamo interpellato il Presidente Anglat Claudio Puppo.

A che punto è il trasporto ferrroviario per i disabili?
Le Ferrovie Italiane solo da pochi anni hanno cambiato "rotta", cercando di dare risposte  più adeguate ai bisogni della clientela con disabilità, affrontando temi che vanno dall'accessibilità alle stazioni, all'incarrozzamento sui vagoni, i servizi sui treni, alla formazione del personale "FRONT LINE", istituendo vari tavoli di confronto tra i responsabili delle FS e i rappresentanti delle Associazioni di categoria (L'ANGLAT coordina i rapporti con FF SS per quanto concerne le persone con disabilità motoria).
Ma questo "restyling", considerando la complessità dell'azienda, si traduce nel fatto che il personale viaggiante non è ancora stato tutto formato, e quindi non tutti riescono ad interpretare i bisogni del cliente disabile.
Così, se le segnalazioni sono percentualmente poche, va elogiato il buon senso del personale, in grado conunque di garantire un buon servizio, spesso andando oltre il regolamento scritto. 

La sua associazione non potrebbe farsi portavoce nei confronti delle ferrovie?
Sicuramente, e non ci limiteremo a far chiarezza sull'accaduto, ma chiederemo direttamente al responsabile di TRENITALIA di comunicare sia alla Signora Anna Maria che ai tavoli di lavoro gli esiti dell'indagine avviata da FS, e le direttive adottate perchè non si verifichi più un episodio simile.

Lei veramente pensa che Trenitalia non possa far di più?
Come le ho già detto, le "ferrovie" hanno iniziato solo da pochi anni a cambiare atteggiamento nei confronti di questa clientela particolare, ma penso e spero che entro la fine di questo decennio si siano superate tutte quelle barriere che ancor oggi impediscono ai disabili di utilizzare normalmente il servizio.

Sappiamo che per il suo impengo all'interno dell'Associazione è obbligato a viaggiare moltissimo. Con che mezzo?
Anche se ritengo che il treno e l'aereo possano dare una buona risposta alle esigenze di trasporto dei disabili, per praticità e per passione continuo ad utilizzare l'auto (percorro oltre 3.000 Km al mese), che non mi vincola ad orari prestabiliti.
Però, dovendo guidare, non posso sfruttare il tempo concesso da un treno.

Pregi e difetti di: Aereo, Treno, Automobile.
Sicuramente per le lunghe tratte (percorsi di oltre 500 KM) l'aereo riesce a ridurre i tempi, e permette di viaggiare comodamente.
Ma i problemi riguardanti il trasporto aereo sono derivanti dal congestionamento di passeggeri su alcune tratte, dalla necessità di dover prenotare il volo per tempo, e dal dover rispettare gli orari di partenza e di arrivo (preciso che il cliente disabile deve presentarsi alla "sala amica" almeno un'ora prima del volo).
Ancora, dal dislocamento degli Scali aerei (molte volte a decine di Km dal centro cittadino), dall'essere soggetto alle procedure d'imbarco, che molte volte creano discriminazione.
Il Treno permette di percorrere con serenità tratte medio - lunghe ma, va precisato che, oltre agli inconvenienti di cui abbiamo parlato, non tutte le stazioni (soprattutto quelle piccole, che in Italia sono oltre 8.000) hanno un servizio di assistenza alla clientela disabile.
In compenso, hanno molte barriere architettoniche.
E poi: non tutti treni sono accessibili e se lo sono, non tutti i servizi presenti sulla carrozza sono a portata della clientela disabile.
I problemi relativi al cambio di binario nelle grandi Stazioni causano seri problemi sia ai disabili motori che ai non vedenti e ai non udenti.
Inoltre, un problema che accomuna questi due servizi riguarda il trasporto pubblico locale (Taxi - bus, ecc.), che molte volte non è in grado di trasportare chi ha deficit motori.
Quindi, per tratti medi, sicuramente il trasporto privato rimane, per coloro che sono in possesso di una patente di guida o possono contare sulla disponibilità di accompagnatori, il miglior mezzo per potersi MUOVERE LIBERAMENTE.

Lei crede che anche gli aerei potranno avere bagni accessibili? E quando?
Per questa domanda non ho una risposta certa. Gli aerei sono costruiti e strutturati dalle Compagnie più pensando alla loro capacità di trasporto che ai servizi accessibili.
Comunque, va elogiata la recente costituzione di un Tavolo di confronto tra L'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), le Associazioni rappresentanti le persone disabili e le loro famiglie.
Da questo usciranno - si spera - indicazioni e modifiche agli attuali protocolli, e procedure di assistenza alle persone disabili, che le compagnie aeree italiane dovranno recepire.
Tra le indicazioni che l'ANGLAT ha portato in discussione vanno evidenziate le discriminazioni già esistenti per i clienti disabili: relativamente alle procedure di imbarco e alla documentazione sanitaria che alcune compagnie ancora richiedono, alla formazione del personale di "FRONT LINE" e di assistenza sia nell'aerostazione che a bordo, alle procedure di emergenza e di evacuazione del velivolo, alla presenza a bordo di almeno una carrozzina di dimensioni tali da passare nel corridoio, sia per raggiungere il servizio igienico (non a norma e di dimensioni ridottissime) che per potersi avvicinare al portellone di ingresso dall'aereo in assenza di personale di assistenza, soprattutto in piccoli Aeroporti all'Estero.
Una consulta che avrà anche il compito da dare precise risposte alle segnalazioni e alle denunce dei clienti disabili, relativamente a disservizi e discriminazioni.