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di Bertilla Pajaro

Al mondo tutto si muove, l'ho studiato a scuola!

Sarà per questo che, anch'io ho cercato sempre di adeguarmi, anche in
assenza di gambe. A poco più di un anno infatti sculettavo per casa e per
me era già "viaggiare".

L'utilizzo di un girello poi mi ha facilitato la corsa.

Poi è arrivata la prima motoretta elettrica che due bravi ragazzi mi hanno costruito su misura: 4 Km, all'ora, un record!

Crescendo è iniziata la caccia alla carrozzina ideale: leggera, supercompatta, design giovanile, ecc, Ne ho consumate tre ( letteralmente distrutta quella delle "uscite" con gli scouts) e, infine, il bolide da
strada: 11 Km all'ora.

Ma intanto gli anni passavano e l'attesa dei 18 anni era motivata in vista di diventare proprietaria di una "mia" auto. Alla fine, fra scuola, uscite serali con gli amici, festeggiamenti vari (è incredibile quanti anniversari ricorrono!) i 18 anni me li sono ritrovati sul groppone.

E adesso, da dove comincio? Ci vuole voglia e fortuna.

La voglia c'era, e tanta, la fortuna me la sono cercata gironzolando per fiere e mostre d'auto. Ed ecco che a Milano ti trovo il Francesco, quel Miotto che guida con patente inglese e che dice la frase ad hoc: "Non ti preoccupare se ti mancano gambe e braccia: si guida con la testa".

Cosa poteva suggerirmi se non di andare in Inghilterra? E, visto che doveva tornarci pure lui. ci fa da accompagnatore. Ed era proprio come diceva lui: là guidano per davvero anche con la testa! Solo che...ragazzi, che prezzi! Perché non provi a Treviso? - mi ripropone il Miotto - Là c'è un ingegnere
della Motorizzazione che i disabili li ascolta.

Naturalmente ci vado, ed è vero che lì si ragiona. Tassello dopo tassello si comincia a definire un prototipo di auto per tetrafocomelici. Occorre "solo" acquistare l'auto e trovare l'officina adatta per le modifiche.
Propendo per la Mercedes ClasseV non per voglia di apparire, ma per esigenze di salita con carrozzina e di spazio interno.

Non vi nascondo che, adesso che la guido, la cosa mi prende. Nove mesi di attesa tra acquisto e tempo per le modifiche, 6 viaggi ad Asti, 4-5 a Treviso, più di qualche difficoltà, soprattutto quando incontri gente prevenuta, e non potevano mancare quelle burocratiche.

Cose tutte dimenticate: dopo la prova d'esame mi è stato consegnato un tesserino piccolo, piccolo con sopra il mio nome: è la mia patente, uno spazio di libertà e autonomia.

Auguri a quelli che verranno

Bertilla