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Mamma mia sto diventando razzista, peggior cosa non poteva accadermi.
Sentite perché. L’altro giorno, mentre percorrevo una stradina bianca che costeggia l’argine di un canale  a bordo del mio quad (la moto a quattro ruote, ndr), in senso contrario vedo arrivare un’auto a gran velocità, guidata – lo vedo bene – da un extracomunitario, che mi costringe a sterzare molto bruscamente. Così esco di carreggiata, ma almeno evito la sicura collisione, e probabili danni fisici.  Dopo un momento, per riprendermi dallo spavento, il mio primo pensiero è : “Uomo di colore perché non  sei rimasto al tuo Paese?”

Ecco entrare in gioco il perfido filo sottile del razzismo, quasi senza che me ne renda  conto. Perché se è certo che fosse un cogl…per quanto veloce correva, il colore della pelle che c’entrava?
Certo, anche se fosse stato un conducente italiano mi avrebbe fatto incavolare, ma il solo fatto fosse straniero ha aumentato molto la dose di rabbia. E me ne vergogno, ma è quel maledetto razzismo del quale senza rendersene conto siamo pervasi.
In stazione ferroviaria, posto abitualmente frequentato da stranieri, e dopo le 10 di sera ho paura anch’io, un maschio adulto, così evito di andarci, ma se sono costretto almeno parcheggio nelle vicinanze e mentre inserisco l’antifurto dell’auto, mi chiedo se la ritroverò al mio ritorno.

Poi accendo la televisione, e sento al telegiornale raccontare di episodi davvero sconvolgenti: un barista di 20 anni accoltellato da due clandestini perché voleva sedare una rissa, abusi, stupri di gruppo, la sera ma anche a metà pomeriggio, in un parco, dove fidanzatini minorenni scambiano le loro prime effusioni. E allora il mio grado di tolleranza precipita a livelli fino a pochissimo tempo fa inimmaginabili.

Poi però grazie al cielo, ricordo cosa pensassero i francesi, i tedeschi fino agli americani dei emigranti italiani.

Visito le fabbriche del non più floridissimo nord-est e vedo un’infinità di operai multietnici che fanno i lavori meno gratificanti e più usuranti (quegli che gli italiani non vogliono più  fare) e parlo con imprenditori che dicono che senza la manodopera straniera le loro fabbriche chiuderebbero.

Molti anziani e disabili senza il lavoro delle badanti finirebbero all’ospizio e all’ospedale. Poi penso alle collaboratrici domestiche, quasi tutte straniere. Vado al sindacato e mi dicono che se non ci fossero i lavoratori stranieri l’Inps non sarebbe già oggi in grado di pagare tutte le pensioni di anzianità. Allora mi convinco non solo che non sono un peso, ma che sono una vera e propria risorsa esattamente come lo siamo stati noi il secolo scorso.

Certo chi delinque va colpito duramente e rispedito al mittente. Si usi pure la tolleranza zero ma per tutti gli altri pari doveri ma anche pari diritti.

[Valter Nicoletti]