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Siamo a Jesolo, riviera adriatica, provincia di Venezia per dire. Jesolo la vediamo lì sulla costa, perché ci troviamo a bordo de  "Lo Spirito di Stella": un'esperienza unica, sul catamarano accessibile di Andrea Stella, con cui ci concediamo una bella chiacchierata. Cos'è "Lo Spirito di Stella"?

"Intanto è il primo catamarano al mondo completamente accessibile, senza barriere architettoniche. Nasce da una mia esigenza personale, dalla voglia di tornare in barca a vela dopo l'incidente. Ho la fortuna familiare di poter praticare questo sport e questa esperienza, e ho cercato di affittare o noleggiare un'imbarcazione in cui potessi entrare da solo con la sedia a rotelle e muovermi, andare in cabina, in bagno e al timone. Non ho trovato nulla che corrispondesse a queste caratteristiche. Ho trovato invece delle esperienze di vela e disabilità. Le imbarcazioni sono le 2.4 con cui si fanno esperienze sicuramente molto valide. Poi ho saputo in Inghilterra di una barca a scafo unico, accessibile, e lì ho ritrovato la voglia di salire in barca.
La barca a scafo unico, però, per costituzione sbanda molto, e quindi è difficile muoversi in sedia a rotelle. Il catamarano invece risolve molto meglio la situazione in quanto non si inclina mai lateralmente, e quindi ci si può muovere in qualsiasi situazione di mare agevolmente: io infatti mi muovo come prima dell'incidente. Con  questo catamarano, grazie all'Associazione lo Spirito di Stella, ho deciso di fare diverse cose.
 La prima è stata quella di comunicare un messaggio importante cioè che se puoi progettare una barca accessibile a maggior ragione puoi fare una città accessibile. Non è tanto una questione di costi ma di mentalità di sapere come si fanno le cose e farle bene.
È stato per me più facile attraversare l'oceano con questo catamarano, che andare a Milano con un autobus…
Con questa imbarcazione facciamo anche otto settimane di scuola vela gratuite per ragazzi disabili, con medici, fisioterapisti e loro accompagnatori. Otto settimane in Italia, in Spagna. Quest'anno siamo stati a Genova, Livorno, Roma, Valencia, Isola d'Elba, Rimini, Trieste ed ora qui a Jesolo".

Andrea, il suo impegno nel mondo della disabilità è nato sicuramente nel momento in cui ha conosciuto questa realtà: è perché si è scontrato con una società che ha trovato ostile?

"Sì, quello che mi ha spinto a fare queste cose è ad esempio andare in un ristorante e non sapere se posso accedere in bagno. Dover andare  in un tribunale, e non sapere se posso entrare. Non sapere se posso entrare in un ufficio postale, e molte volte poi non sapere se posso muovermi da solo, o dover chiedere aiuto a qualcuno. O addirittura anche con l'aiuto di qualcuno non riuscire a muovermi. Questo scontro con la realtà di tutti i giorni mi ha spinto a dare visibilità a questa iniziativa perché  ritengo appunto che con dei piccoli interventi si possono fare delle modifiche che consentano alla maggior parte delle persone di fruire di servizi cui altrimenti non potrebbero accedere. Ritengo che una società che permetta a una persona in sedia a rotelle di muoversi autonomamente in una città, permette anche a una mamma con un passeggino di essere più libera, indipendente. Permette ad una persona anziana di avere una longevità molto maggiore e di fare le sue commissioni sempre in autonomia. Cose che non potrebbe fare se incontrasse scalini, scale e altre difficoltà. Farò un esempio per tutti: se nel nostro bel paese avessimo i treni a livello come in Inghilterra le persone sarebbero molto favorite. Pensiamo ad una persona che si muove in treno con una valigia: nei nostri treni è sempre costretto ad alzarla per portarla all'interno, mentre se fosse a livello la valigia si trascinerebbe come un carrello.
Dall'esperienza del catamarano, siamo poi passati all'esperienza di andare nelle università di architettura, di ingegneria, di  designer industriale e dall'anno scorso abbiamo fatto partire una serie di seminari, nelle università italiane, in cui si vede la differenza tra il mio catamarano e il catamarano standard, per dimostrare per esempio che non abbiamo perso degli spazi ma anzi ne abbiamo guadagnato un bagno di servizio, o che la razionalizzazione dei piani permette a tutti di vedere e di usufruire molto meglio la barca, e non solo per la persona disabile. Lo Spirito di Stella non è una barca per disabili, ma una barca per tutti più valida, più comoda, più funzionale. Cerchiamo poi di trasferire questa forma mentale dal catamarano alle città.
Un esempio su tutti. La vasca idromassaggio Jacuzzi è nata per un problema di artrosi giovanile da parte di un figlio di Jacuzzi e oggi è un oggetto di grande benessere generale. Quindi il risolvere certe problematiche crea una società migliore perché più funzionale per tutti. Non dimentichiamoci che oggi più del 50% della nostra popolazione è costituita da anziani…"

Lei sembra voler lanciare un messaggio di questo genere: "se l'ho fatto io lo potete fare anche voi" E' corretto?

"Io dò agli altri ragazzi disabili l'opportunità di fare questa esperienza in barca, ma non significa imparare ad andar in barca a vela. Ci rivolgiamo prevalentemente alle Unità Spinali e ai Centri di Riabilitazione, per favorire il passaggio dalla fase del trauma acuto al ritorno a casa, oppure nel caso uno sia disabile dalla nascita di poter fare un'esperienza particolare. Per me ad esempio è stato più facile prima provare questo catamarano e poi salire su una barca normale. Perché qui si può salire facilmente, ne rimani piacevolmente coinvolto e poi accetti anche dei piccoli sacrifici, abbattendo così delle proprie barriere interne. Non ho sicuramente nulla da insegnare agli altri ragazzi disabili, penso di essere stato molto fortunato perché ho avuto tante condizioni positive. Credo invece di aver tante cose da insegnare alle persone che non conoscono questa realtà, sicuramente non per cattiveria  ma per ignoranza. Devo ammettere che anche io prima del mio incidente ero perfettamente ignorante per quanto riguarda questo mondo. A me poi le distinzioni "noi-loro" non piacciono. Ero però assolutamente al di fuori, perché muovendomi nelle città non incontravo persone in sedia a rotelle. In Inghilterra al supermercato ho visto tre persone in carrozzina che stavano tranquillamente facendo la loro spesa, una decina di signore anziane che usavano gli scooter elettrici a quattro ruote, nessuno ci faceva caso. Permettendo alle persone di muoversi, chi non ha una disabilità comincia a capire che sono situazioni normali e non vive questa realtà con imbarazzo, imbarazzo che è ovviamente dettato dalla non conoscenza, dalla estraneità. Le persone così si abituano e automaticamente cadono le barriere culturali. E' un processo che richiederà ancora molto tempo ma prima si incomincia ad affrontarlo e meglio è."

E' stato recensito pochi giorni fa il suo libro, ci racconta come è nato questo suo nuovo impegno?

"Due ruote sull'oceano" è un libro che ho scritto pubblicato dalla casa Editrice Longanesi. E' la mia storia da quando mi sono laureato. Dopo quaranta giorni dalla laurea ero in vacanza in Florida: mi hanno sparato in una strada privata, non avevo alcuna colpa. Non avevo minimamente reagito, mi trovavo su un'auto presa in affitto, sono stato tra la vita e la morte per trentacinque giorni, mi sono svegliato trovandomi in una sedia a rotelle. Questo libro ripercorre il periodo iniziale, un periodo molto difficile. Ci sono gli affetti, le persone che mi hanno portato a superare questa dura realtà. E poi il primo viaggio e da lì l'idea di costruire una barca e il ritorno con questa barca in America, col messaggio di dare la possibilità a tutti di muoversi."

Ultima iniziativa?

"Proprio quest'anno abbiamo lanciato il secondo concorso di idee rivolto ad architetti, ingegneri designer studenti o professionisti, che ha come oggetto la progettazione del bancone di ricevimento, che è poi l'incontro tra l'azienda e il cliente. Il criterio con il quale deve essere realizzato questo bancone è evidentemente quello della progettazione per tutti.
Il  bando di partecipazione è scaricabile nel sito Lospiritodistella.it
oppure sul sito TelecomprogettoItalia.it. Il bando è appena partito e scade il 31 gennaio 2007. I progetti verranno poi premiati nell'ambito di importati manifestazioni e si procederà a fare dei prototipi e dei campioni.

Ringraziamo Andrea per la deliziosa giornata e per la sua gentile disponibilità augurandoli buon lavoro per i suoi molteplici progetti.


Per chi vuole ulteriori informazioni, oppure vuole provare l'esperienza di una uscita in catamarano:
Lospiritodistella.it  
email info@lospiritodistella.it
telefono 0424/32283, chiedendo di Rita.


[Valter Nicoletti]