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Ciao Alex, lo so personalmente non ci conosciamo e pertanto non dovrei prendermi la libertà di darti del tu, ma  se puoi cerca di perdonarmi.
Non riesco proprio a rivolgermi a te in maniera diversa.
Lo ammetto, ho sempre avuto molta stima di te, mi sei sempre piaciuto.

Sei un pilota bravo e onesto, con tanta grinta, quella grinta che hai sempre saputo tirar fuori quando dovevi domare l'auto munita di esagerata potenza, tanto da far paura.
Paura sì ad altri, ma non certamente a te.
Anch'io lo percepivo, io che nonostante sia un amante dei motori, non mi posso di certo definire un esperto.
Ma non per questo te la tiravi come fanno molti altri tuoi colleghi, anzi riuscivi sempre a dire le cose con naturalezza, senza tanti giri di parole, con franchezza e autorità. 

Oggi fai la stessa cosa.
Quel tremendo incidente non ti ha cambiato.
"E perché avrebbe dovuto?", come tu stesso insisti a dire in ogni intervista.
Ogni giornalista che si alterna per intervistarti, cerca di farti apparire un eroe, come se tu avessi fatto chissà quale miracolo.
Tu con semplicità ed  invidiabile cortesia, cerchi di far capire prima a lui e poi a tutti quelli che ti ascoltano, che hai fatto solamente quello che dovevi fare. Tornare a vivere.

Perché è questo che si può e che si deve fare, non c'è niente di eroico.
Certo c'è chi ci riesce prima, chi dopo, chi meglio, chi peggio, come ogni altra prova più o meno difficile della vita.
Continui a spiegare a chi ti ascolta che ci sono altre migliaia di persone nell'anonimato che, quotidianamente, combattono la tua stessa dura battaglia.
Basta andare in un qualsiasi centro di riabilitazione per vedere ciò che non si vuole vedere.
Sai Alex, mi sei infinitamente piaciuto quando, nel corso di un' intervista, alla fatidica domanda: "Quale è la cosa più importante?" tu hai risposto: " Mio figlio".
Forse perché anch'io avrei risposto nella stessa maniera.
Se uno ha un figlio meraviglioso, una bella e dolce compagna, cosa mai dovrebbe rispondere?

Ma mi piaci anche perché hai avuto la cortesia di non rispondere nella maniera più ovvia, e cioè:  "Che razza di domanda è questa?".
Per questo lascia che ti dia del tu.
Ora  stai facendo quello che io già faccio da qualche anno, essendo entrato a far parte di  questa realtà da tempo.
E' da tanto che sto tentando, anche grazie a questa testata, di parlare delle persone con disabilità in maniera  "normale" , forse perché ho la presunzione di credere che prima o poi ci riusciremo, magari  grazie anche al tuo contributo.
Un giornalista disabile, come un pilota disabile, rimane bravo o meno, a prescindere se usa i piedi o le mani per attivare o disattivare una frizione per cambiare marcia.
 
Alex sei tornato a gareggiare in pista con il go-kart a Montecarlo (scusa se è poco, ma poi è vero che le donne lì sono tutte belle come si dice?), devi sapere che anch'io ho un go-kart da competizione simile al tuo (acceleratore e freno posizionati sotto al volante e azionabili con le mani). Esistono delle  vetture Fiat preparate per gareggiare, ma chissà se mai riuscirò a scendere in pista insieme ad un grande campione quale sei tu.
Se ciò sarà possibile, pur convinto che mi farai mangiare la tua polvere, ti assicuro che userò tutte le maniere leali e sleali per starti qualche metro avanti e abbassando la visiera del casco, il mio unico interesse sarà quello di precederti anche solo di un paio di centimetri.
So già da adesso, che non sarà possibile ma ti prego, lasciami sognare.

Alez Zanardi Official Website