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SPECIALE INFLUENZA AVIARIA:
Le domande più frequenti
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  • E' pericoloso mangiare polli e uova?
    No, a patto di mangiarli ben cotti, perchè il calore uccide il virus. Oltretutto i nostri polli sono attualmente sani e la nostra produzione copre al 100% il fabbisogno nazionale. Per estrema precauzione l'Italia e l'Europa hanno bandito la carne di pollo thailandese. I virus temuti sono comunque quelli che si trasmettono per via respiratoria.

  • Ci sono rischi per chi viaggia?
    Al momento non ci sono limitazioni per chi viaggia nelle aree infette. Si consiglia comunque di rispettare delle regole igienico-alimentari (nel manipolare, preparare e cuocere pollame e uova, nel lavare le mani...) e di evitare in generale contatti con animali vivi e con loro carcasse, oltre ala frequenza di mercati e fiere dove vi sia commercio/esposizione di animali.

  • E' utile farsi il normale vaccino antinfluenzale?
    I vaccini attualmente disponibili non proteggono dal virus H5N1, però possono essere utili per evitare la coinfezione, cioè la contemporanea infezione da virus influenzali umani e virus aviario. Serve più ai fini della sanità pubblica che individuale.

  • Quando sarà disponibile un vaccino per l'influenza aviaria?
    E' in corso una lotta contro il tempo per sviluppare un vaccino adatto. Ma c'è un problema: noi dovremmo avere a disposizione un vaccino efficace contro il ceppo che determinerà l'epidemia, trasmissibile da uomo a uomo, e questo ceppo non sappiamo ancora qual è. Una volta sviluppatosi e individuato, serviranno sei masi per costituire stock quantitativi in grado di coprire tutta la popolazione coinvolta: per questo è una priorità assoluta abbreviare i tempi, perchè se dovesse scoppiare una pendemia, sei mesi sarebbero troppi.
    Il problema è dunque come affrontare l'epidemia nei primi mesi, quando cioè il vaccino non è disponibile; gli unici farmaci che potrebbero contrastare il virus sono il Tamiflu (della Roche) ed il Relenza (della GlaxoSmithKline), ovvero inibitori della nauraminidasi.

  • Esistono farmaci per la prevenzione e il trattamento dell'influenza aviaria?
    Si, sono disponibili farmaci antivirali appartenenti a diverse classi, anche se non tutti commercializzati in Italia. Sono gli inibitori della M2 (amantadina e rimantadina, attivi per i virus di tipo A), inibitori della neuraminidasi (zanamivir e oseltamivir, attivi per i virus di tipo A e B). Per essere efficaci devono essere assunti entro le 48 ore dall’inizio della sintomatologia e servono a ridurre la durata della malattia. Possono essere utili in persone, adulti e bambini, che per il resto siano in buone condizioni di salute; sono però costosi e le loro riserve limitate.

  • Ci sono categorie di persone che rischiano più di altre?
    Coloro che vivono a contatto con gli animali che possono trasmettere il virus, se si parla dell'attuale influenza aviaria. Se invece si verificasse davvero una pandemia il rischio sarebbe maggiore, come sempre, per le persone che vivono in comunità affollate o che vengono a contatto con i malati.

  • E' pericoloso tenere animali domestici?
    In Italia difficilmente gli animali domestici potrebbero diventare focolaio di infezione perchè, innanzitutto, la stragrande maggioranza del pollame vive in allevamenti coperti, e inoltre l'ottima rete di Istituti zooprofilattici sarebbe in grado di identificare prontamente l'infezione e di arginare l'epidemia.

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