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CCSVI E SCLEROSI MULTIPLA

a cura di Ilaria Vacca

ccsvi

DIAGNOSI E CURA


La Ccsvi può essere diagnosticata con un ecodoppler speciale, e viene curata con un trattamento endovascolare in day hospital, che non prevede ricovero, bisturi né anestesia totale.
Si tratta di una puntura endovenosa attraverso la quale far navigare un catetere nelle vene del paziente, per poi dilatarle attraverso un palloncino. Si tratta di una procedura relativamente semplice, molto simile all'angioplastica.

In Italia, nonostante la UIP (Unione Internazionale di Flebologia) abbia avallato diagnosi è trattamento, la CCSVI non è riconosciuta come patologia a se stante all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Stando alle fonti ufficiali attualmente ci sono moltissimi pazienti il lista d'attesa presso il Centro Il Bene del Bellaria di Bologna. Al momento non ci sono altri Centri, se non quelli offerti da strutture private, ufficialmente attrezzati per eseguire ecocolodoppler e terapia per la CCSVI.

ATTENZIONE: sottoporsi all'esame diagnostico privatamente può essere inutile. Se il medico non è adeguatamente preparato l'esame può risultare negativo anche in presenza della patologia.


DIAGNOSTICARE E CURARE LA CCSVI:

Le informazioni che riportiamo di seguito sono tratte dall'informativa divulgata dall'Associazione Ccsvi nella Sclerosi Multipla Onlus e dalla Fondazione

La CCSVI è stata individuata la prima volta attraverso un esame con Eco Color Doppler transcranico ed extracranico. I risultati del team del professor Zamboni confermano come l’EcoColorDoppler sia uno strumento di diagnosi potente e non invasivo. È altamente specifico nello scoprire il tipo di distribuzione delle stenosi delle vene extracraniche e di quelle extravertebrali, con una sensibilità trascurabile. La valutazione dei dati indica chiaramente come la riproducibilità della diagnosi ECD è strettamente dipendente da un addestramento specifico. L'indagine viene eseguita sia in posizione clinostatica (sdraiati) sia in posizione ortostatica (seduti).

La venografia selettiva è in grado di individuare invece altri tipi di stenosi, ma per fare ciò è fondamentale che l'operatore sia competente e soprattutto sia istruito su cosa cercare.

Questi sono i parametri necessari per giungere a una diagnosi di CCSVI:

Reflusso nelle vene giugulari interne (IJVs) e/o vene vertebrali (VVs) in posizione seduta e supina;
Reflusso nelle vena cerebrale interna, vena basale di Rosenthal, e grande vena cerebrale di Galeno (DCVs);
Presenza di stenosi nelle vene giugulari interne (IJV) all'indagine B-mode ad alta risoluzione;
Flusso non rilevabile all'indagine Doppler nelle IJVs e/o nelle VVs;
Controllo posturale inverso delle principali vie di deflusso venoso cerebrale.
 
Per una diagnosi di CCSVI devono essere presenti almeno 2 dei 5 parametri.
 
La CCSVI colpisce più frequentemente le vene giugulari e la vena Azygos, quest'ultima non può essere indagata direttamente tramite l'Ecodoppler. Si possono tuttavia sospettare dei problemi emodinamici al sistema venoso Azygos in maniera indiretta; valutando ad esempio la presenza di reflussi nelle vene vertebrali.
 
 
COSA DOVETE SAPERE PRIMA DI UN ESAME PER DIAGNOSTICARE LA CCSVI:
 
L' EcoDoppler è un esame operatore dipendente. Ciò significa che soltanto operatori esperti in diagnostica vascolare assicurano una precisa e valida rappresentazione delle alterazioni vascolari; occore infatti una buona esperienza per l'esecuzione e l'interpretazione dei dati.
Per quanto riguarda la CCSVI, esistono dei precisi parametri da tenere in considerazione per poter formulare la diagnosi, oltre che ad una metodica da seguire per rilevarli correttamente. Se il medico che esegue l'esame non conosce il protocollo da seguire, o comunque non lo applica, ha una elevata probabilità di avere dei falsi negativi. Il protocollo in questione è quello suggerito dal Prof. Zamboni, accettato e pubblicato su riviste scientifiche del settore.

La formazione del medico è un requisito fondamentale. E' meglio evitare di spendere del denaro per un EcoDoppler eseguito da un medico non informato sulla CCSVI e con un Ecodoppler non tarato per rilevare la presenza di reflussi sui distretti venosi profondi del collo; confrontandosi con una patologia sconosciuta molto probabilmente l'esito dell'esame risulterebbe inattendibile.

Accertarsi di persona che il medico al quale ci si affida conosca in maniera approfondita la CCSVI, e segua il protocollo Zamboni per la sua diagnosi. Chi non dovesse avere particolare urgenza, può attendere la pubblicazione dei centri ufficiali evitando malintesi dovuti a diagnosi errate.
 
Trattamento della CCSVI tramite PTA
Qiando la sindrome causa stenosi può essere trattata attraverso angioplastica dilatativa (PTA). L'intevento consiste  nel praticare una puntura endovenosa attraverso la quale viene fatto navigare un catetere guidato da un radiologo. Quando si raggiungono le vene bloccate queste vengono dilatate gonfiando un palloncino posto sul catetere. La normale angioplastica interviene sulle arterie, in questo caso si interviene sulle vene. Sotto controllo angiografico standard, i radiologi interventisti rimuovono il blocco delle vene tramite un palloncino. Il professor Zamboni ha condotto tali interventi con l'ausilo del radiologo dottor Roberto Galeotti, anch'egli dell'Università di Ferrara - Ospedale S. Anna.  Il trattamento è stato praticato su tutti i 65 pazienti dello studio pilota.

Lo studio dettagliato con i risultati è stato pubblicato nel Journal of Vascular Surgery il 24 novembre 2009. A due anni dagli interventi di PTA i pazienti hanno riscontrato:

una diminuzione del numero di nuove ricadute;
una forte riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali da sclerosi multipla;
un miglioramento della qualità della vita;
ripristino di una normale memora di lavoro;
riduzione della stanchezza.

L'intervento in sostanza "libera" il flusso sanguigno che così può tornare a scorrere in maniera normale, con i numerosi benefici conseguenti. Per questo motivo procedura ha assunto ormai comunemente il nome di "trattamento di liberazione", che gli interessati indicano direttamente con il solo termine "liberazione".

Fonte

ATTENZIONE: Le informazioni riportate su questa pagina sono aggiornate al 2011, potrebbero pertanto non essere complete.

Per saperne di più: DOVE SI CURA LA CCSVI?

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