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Cos’è l’Alzheimer?

Negli ultimi due anni gli scienziati hanno fatto delle scoperte di straordinaria importanza su come la malattia di Alzheimer distrugge il cervello, e i risultati del loro lavoro li portano sempre più vicini a trovare delle terapie.
Sembra che l'Alzheimer insorga perché il normale processo di elaborazione di alcune proteine si verifica in maniera errata, portando all'accumulo di frammenti di una proteina tossica nelle cellule e negli spazi intercellulari del cervello.
Il primo passo verso la soluzione del mistero venne fatto alla fine degli anni '80, quando gli scienziati identificarono una molecola chiamata APP, ovvero Proteina Precursore dell'Amiloide. L'APP è una normale proteina prodotta da neuroni sani, che attraversa la membrana cellulare. Più di recente, i ricercatori individuarono almeno tre enzimi - detti alfa, beta e gamma secretasi - i quali possono dividere l'APP in parti più piccole (la beta secretasi è stata identificata con certezza l'anno scorso). Diversamente dalla alfa secretasi, che porta alla formazione di una proteina innocua, gli enzimi beta e gamma contribuiscono insieme a generare una proteina più corta e con la tendenza ad aggregarsi, denominata beta amiloide (A-beta). Tutti produciamo la proteina A-beta, "Ma il problema - dice il dottor Dennis Selkoe della Harvard Medical School e del Boston Brigham and Women's Hospital.- consiste nel suo smaltimento: di solito l'A-beta viene digerita dopo essersi staccata dalla cellula, ma talvolta forma degli insiemi insolubili detti fibrille, che poi si uniscono insieme creando le placche. La correlazione tra densità delle placche e gravità della malattia è molto incerta. Per di più, simili placche si ritrovano nella maggior parte delle persone anziane. Tuttavia la loro presenza massiccia nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale è specifica dei malati di Alzheimer".

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