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bambino dietro un vetro, rappresentazione di incomunicabilità
Sottoposto ai genitori nei primi anni di vita dei piccoli, dà utili indicazioni nel caso di bambini a rischio autismo

L’autismo, e tutto il ventaglio di disturbi che rientrano sotto il grande ombrello di €˜disturbi dello spettro autistico‑¬, sono tra le patologie più difficili da diagnosticare. Solitamente è la mamma ad accorgersi che qualcosa non va, e l’età in cui questo accade è intorno ai due anni di vita.

E’ quindi di fondamentale importanza  qualsiasi strumento utile ad anticipare la diagnosi di questa serie di disturbi. Va in questa direzione una sorta di questionario che i ricercatori dell’Università del North Carolina ha stilato per riuscire a riconoscere i bambini a rischio di autismo fin dai primissimi anni di vita.

Il questionario, inserito nello studio The First Year Inventory: a longitudinal follow-up of 12-month-old to 3-year-old children pubblicato dal Autism: The International Journal of Research & Practice, è stato sottoposto a un campione composto dai genitori di 699 bambini, fin dall’età di un anno. Dopo aver risposto alla prima tornata di 63 domande, i genitori sono stati poi chiamati fino ai 3 anni di vita dei loro figlia rispondere ad altri questionari di screening per il monitoraggio della situazione, in particolare per quei bambini che, ritenuti a  rischio, sono stati sottoposti a valutazioni più approfondite da esperti.

Il risultato è stato che la stragrande maggioranza dei bambini che sono risultati ‑¬à‹Å“positivi’ all’FYI (First Year Inventory)  in effetti  ha poi sviluppano ritardi nello sviluppo. Secondo i dati, il  31% dei bambini di 12 mesi ritenuti tramite questionario,a rischio di sviluppare disordini dello spettro autistico, hanno visto confermata questa diagnosi, raggiunti i 3 anni di età .
Per l’85% di questi, inoltre, entro i 36 mesi si osservavano altre disabilità o problemi nel normale sviluppo, indipendentemente da diagnosi o meno di autismo.

Questi risultati fanno dunque affermare che questo questionario potrebbe essere in grado di aiutare l’identificazione, entro i loro 12 mesi di vita, di quei bambini che presumibilmente potranno sviluppare disturbi dello spettro autistico. Se così fosse, si tratta di uno strumento in grado di accorciare notevolmente i tempi di diagnosi, e dunque di messa in atto delle terapie e dei trattamenti. 


PER APPROFONDIRE:

Lo studio The First Year Inventory: a longitudinal follow-up of 12-month-old to 3-year-old children
 

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Redazione

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