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cervello umano con disegno di ingranaggiOggetto della ricerca, i meccanismi che mediano l'interazione sociale nelle persone con Sclerosi Multipla


Uno studio portato avanti da un team di AISM e della sua Fondazione (FISM) insieme a un gruppo coordinato dalla Prof.ssa. Cristina Becchio dell'Università di Torino è stato premiato per la migliore presentazione orale all'annuale Congresso cooperativo di CMSC (Consortium of Multiple Sclerosis Centers) e ACTRIMS (American Committee for Treatment and  Research in Multiple Sclerosis) che si è tenuto lo scorso maggio a Dallas (Texas) in occasione della giornata mondiale della Sclerosi Multipla

A ricevere il premio Andrea Tacchino, ricercatore del gruppo,  che ha presentato lo studio nell'ambito del congresso che ha visto la partecipazione di circa 2.000 tra neurologi, radiologi, fisiatri, altri medici specialisti, ricercatori clinici e di base, infermieri, specialisti della riabilitazione, membri della comunità non-profit e sostenitori aziendali.


Nello specifico, la ricerca ha voluto indagare se i meccanismi neurofisiologici e comportamentali che mediano l'interazione sociale siano preservati nelle persone con SM, andando a studiare in particolare il riconoscimento delle intenzioni dei movimenti altrui.


Per effettuare lo studio, i soggetti partecipanti sono stati sottoposti alla visione di un video in cui un attore eseguiva un'azione individuale, lenta o veloce, oppure un'azione che poteva essere cooperativa o competitiva, compiuta con un altro individuo. Una volta individuato il tipo di azione, i soggetti dovevano premere il pulsante corretto ed accuratezza e tempi di reazione venivano registrati per la valutazione della prova. La difficoltà risiedeva proprio nel compito di discriminazione: infatti, nei video presentati successivamente, erano visibili solo le primissime parti dell'azione mentre la conclusione della stessa era celata. In questo modo il riconoscimento del tipo di azione e quindi della sua intenzione erano possibili solo attraverso la cinematica degli stati inziali del movimento.

I dati raccolti hanno mostrato che, sebbene la velocità di risposta sia rallentata, persone con SM con punteggio EDSS basso (circa 3) sembrano preservare l'accuratezza di risposta riscontrata nella popolazione sana, mentre con la progressione della malattia (EDSS circa 6) questa tende a deteriorarsi.


Questo studio approfondisce quanto, in persone con SM, siano preservati o compromessi i meccanismi che mediano l'interazione sociale; "in quest'ottica si prevede, con studi futuri, di proporre protocolli volti a limitare il deterioramento della capacità di riconoscimento delle azioni altrui con lo scopo di migliorare le capacità di interazione con altri individui e, perché no, di capire e sfruttare meglio soprattutto in chiave riabilitativa le potenzialità dei trattamenti di gruppo", afferma AISM in un comunicato stampa.


Per info:

www.aism.it


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Redazione



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