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Semplificato l’obbligo di comunicazione vaccinale per i genitori di figli dai 0 ai 16 anni per poterli iscrivere a scuola . Chi non è al primo anno non deve fare nulla

Novità sul fronte vaccini. La ministra della salute Giulia Grillo, di concerto col ministro dell’istruzione Marco Bussetti ha presentato una circolare che “alleggerisce” l’obbligo previsto dalla Legge Lorenzin di vaccinare i bambini e i ragazzi da 0 a 16 anni per poterli iscrivere a scuola.

BASTA UNA AUTOCERTIFICAZIONE- La novità è che per poter iscrivere i figli a scuola non sarà più necessario produrre alcun documento sanitario che comprovi che questi ultimi sono stati vaccinati: basterà presentare una autocertificazione. Rimangono però invariate le scadenze: il documento va presentato entro il 10 luglio (stessa data ultima che era stata fissata per la certificazione dell’obbligo vaccinale emesso dall’ASL), che però non è perentorio. Nell’autocertificazione, che ha validità di un anno, va dichiaro che i figli sono stati vaccinati, senza obbligo di portare alcun atto sanitario comprovante.

VALIDITA’, SCADENZA E TEMPISCTICHE - L’autocertificazione vale solo per poter iscrivere i ragazzi nell’anno scolastico 2018-2019, mentre per il prossimo anno rimarrà l’obbligo, entro il 10 luglio, di dimostrare di essere in regola con i vaccini. Questo “alleggerimento” delle pratiche d’obbligo sarebbe dipeso anche dal fatto che non è ancora pronta l’Anagrafe nazionale vaccini, prevista peraltro dalla legge, per cui per molte Regioni è difficile acquisire i dati sulle vaccinazioni, con conseguenti ritardi. Consentirà di monitorare i programmi vaccinali, di conoscere le ragioni delle mancate vaccinazioni e di misurare progressi e criticità del sistema.

COSA DEVONO FARE I GENITORI - Quindi, ricapitolando: rimane l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola dei minori dagli 0 ai 16 anni.
- per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami
- per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 -16 anni) può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione.
I vaccini obbligatori sono 10, ovvero: anti-poliomielitico, anti-difterico, anti-tetanico, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilus Influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. L'obbligatorietà per le ultime quattro (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) è soggetta a revisione ogni tre anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte.
Solo per quest’anno scolastico, per provare di essere in regola con le vaccinazioni non sarà obbligatorio portare certificazione medica attestante, ma i genitori potranno che solo fornire una autocertificazione. Il tutto entro il 10 luglio 2018, e solo con validità per l’anno scolastico 2018-2019.

ALTRE NOVITA’ IN ARRIVO? - Questo a meno che nel frattempo la legge non venga modificata, come chiesto da più parti, e come nei progetti del Ministero, pur non senza polemiche.
Ricordiamo che recentemente il vicepremier Salvini si era espresso in merito, affermando che i 10 vaccini obbligatori previsti dalla Legge Lorenzin sarebbero  inutili “e in parecchi casi pericolosi”. Come risposta, la Ministra Grillo aveva ribadito come non sia da mettere in discussione l’efficacia dei vaccini, dichiarando: “Voglio ribadire ancora una volta, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria.  E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione.
Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare. Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di Governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal Ministero della Salute.
Ci fa piacere che il ministro degli Interni si interessi di un tema così importante, così come il ministro dell’Istruzione. Voglio solo precisare che l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La  politica “non fa” scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura.
Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del D.L  Lorenzin”.

Questa annunciata “semplificazione” sembrerebbe quindi un primo intervento in direzione di quelle modifiche annunciate alla Legge, mentre alcuni specialisti lanciano l’allarme ribadendo come sia fondamentale non tornare indietro rispetto alla necessaria e vitale copertura vaccinale della popolazione: strumento fondamentale per la lotta contro malattie prevenibili ma potenzialmente pericolose.

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Redazione

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