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Scala_SnowInterpretare il dolore mediante segni indiretti: il progetto NOPPAIN


Misurare il dolore nelle persone che non sono in grado di comunicare è un problema di difficile risoluzione. Capire quanto soffrono persone affette da demenza senile, Alzheimer, pazienti terminali e traumatizzati gravi è un quesito che affligge medici e infermieri di tutto il mondo, che si trovano spesso in difficoltà per paura di abbandonare il paziente in uno stato doloroso inespresso.

Esistono però delle nuove scale di misurazione che mirano a stimare l’intensità del dolore di questi pazienti mediante segni indiretti: mimica facciale spontanea o, in seguito ai comuni atti di assistenza, impossibilità di muovere parti del corpo ed altro.

Una di queste classificazioni è stata elaborata dalla professoressa Andrea Lynn Snow dell¹Università di Alabama negli Stati Uniti, esperta mondiale di demenza. Questa scala, denominata appunto Scala Snow, verrà introdotta all’interno dei protocolli dell’Ulss 8 del Veneto ed è stata presentata ufficialmente al pubblico qualche settimana fa.

La Regione Veneto, attraverso l¹Ulss 8,  risulta essere la prima in Italia ad adottare ufficialmente una scala per questa delicata tipologia di pazienti.
Per semplificare questa pratica l’Ulss, con l’autorizzazione e l’aiuto della professoressa Snow, ha messo a punto un corso di formazione per formare gli operatori sanitari all’utilizzo di questa scala.
La filosofia della Snow prevede il superamento delle obiezioni più classiche nei confronti dei farmaci che potrebbero creare dipendenza, a favore della creazione di una vera cultura del dopore.
Proprio per venire in contro alle reali esigenze dei pazienti è stata una scheda di valutazione da utilizzare per ciascun paziente, all’interno della quale possano essere valutati e stimati i comportamenti interpretabili come segnali di dolore. Il progetto NOPPAIN, questo il nome della formula di valutazione, permette all’operatore che lo utilizza di ottenere un punteggio che, se superiore a una certa soglia, permette di affermare che il paziente prova dolore. In questo caso sarà molto più semplice provvedere a una terapia del dolore che possa ridurre al minimo le sofferenze della persona che non è in grado di comunicarle.

Saranno circa trenta i formatori individuati dalle Ulss del veneto per seguire il corso di formazione che permetterà di diffondere capillarmente questa metodologia, che potrà poi essere attuata da infermieri, assistenti domiciliari e operatori socio-sanitari.

Qualche dato per contestualizzare questa importante innovazione: nell¹Ulss 8 si stima, sono oltre 400 i nuovi casi di malati di demenza all¹anno e, ad oggi, se ne contano circa 2500, l¹1% della popolazione totale.

Per info:
Ufficio stampa Ulss 8
stampaulss8@gmail.com
http://www.ulssasolo.ven.it/

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Ilaria Vacca

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