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vescica iperattivaNei confronti dell’incontinenza femminile, c’è di solito un riserbo che la porta ad essere un disturbo di cui poco si parla, così come di cateterismo

La vescica iperattiva, della quale l’incontinenza è appunto il suo sintomo più invalidante, con la necessità di recarsi frequentemente in bagno, è un problema che colpisce soprattutto le donne, e in larga parte, se si considera che in totale in Italia ne sono interessati circa 3 milioni di persone.
Il suo carattere di patologia €˜socialmente invalidate‑¬ la rende un problema che ha ripercussioni ben oltre il singolo disturbo, portando con sé una riduzione della qualità della vita, anche da un punto di vista, appunto, sociale e psicologico. Imbarazzo, senso di vergogna e limitazione delle uscite in luoghi pubblici sono il filo rosso di questa condizione.

Ma l’incontinenza urinaria non è una cosa di cui vergognarsi, e informarsi è la prima arma da affilare per ridurre al minimo le sue ricadute sulla vita delle persone. Proprio con questo obiettivo è stata lanciata la ‑¬à‹Å“Donne Vip’, la campagna nazionale di sensibilizzazione, promossa dal Gruppo Italiano Salute e Genere, appunto per rompere i tabù e informare sulla patologia il maggior numero di donne possibile.

Il problema della vescica iperattiva, lo ricordiamo, è una condizione che fa avvertire uno stimolo di urgenza ad urinare non solo quando effettivamente la vescica sia piena. A questo si associano comunque una decina di minzioni al giorno, circa otto diurne e due notturne. Da qui si evince come tutta la vita delle donne affette dal problema ne sia condizionata, ad esempio con la necessità di €˜mappare‑¬ la zona in cui si trovano o devono recarsi, con l’individuazione dei bagni disponibili.
E’ evidente, come le ricadute siano non solo sul piano psicologico (vedi un senso di vergogna), ma anche sul piano comportamentale, con la messa in atto di meccanismi a tamponamento del problema che possono essere più o meno corretti, come l’uso di assorbenti o come la diminuzione dell’assunzione di liquidi.

Quello che è importante sapere, è che un corretto stile di vita, unito a terapie farmacologiche adeguate, può effettivamente portare a un miglioramento della qualità della vita delle donne interessate da questo disturbo.
Anche in questo caso, la differenza di genere è una cosa che però fa sentire il suo peso. A differenza dei farmaci per la terapia dell’incontinenza maschile (di solito incontinenza da iperplasia prostatica benigna), il trattamento farmacologico della vescica iperattiva (problema prevalentemente femminile) non è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale. In questo modo, gli antimuscarinici (i farmaci usati per questa patologia) non sono a disposizione di tutti, poiché sono totalmente a carico della paziente, per cui solo chi può economicamente assumersene il carico può intraprendere la terapia.




L’obiettivo della campagna Donne VIP, promossa da GISeG, è quindi quello di informare i pazienti e gli operatori sanitari sulle reali caratteristiche della patologia, sulla sua evoluzione, sulla possibilità di controllare e di limitare i sintomi maggiormente invalidanti, aiutando a togliere quel velo di imbarazzo  e  tabù che ancora investono questo disturbo.


PER INFO:

www.donnevip.it

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Redazione



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