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pennaOltre alla lettera al Ministro è stata avviata una petizione on line

Il dibattito su sclerosi multipla e CCSVI continua e divide nettamente tra favorevoli e contrari alla sperimentazione farmaceutica e trattamento della CCSVI all’interno della sanità pubblica. A questo proposito, è di qualche giorno fa la notizia secondo la quale l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) non finanzierà la sperimentazione guidata dal prof. Paolo Zamboni, per mancanza di evidenze scientifiche circa la correlazione causale tra le due patologie. A muoversi ora sono quindi cinque associazioni e onlus che si occupano di SM che, oltre ad avviare una petizione on line, con una lettera al  Ministro alla Salute Renato Balduzzi chiedono attenzione e soprattutto l’apertura della sanità pubblica alla cura della CCSVI.

Di seguito, pubblichiamo il contenuto della lettera, firmata da €˜Assi.SM‑¬, €˜CCSVI nella Sclerosi Multipla‑¬, €˜Isola Attiva‑¬,  €˜L’Abbraccio‑¬,  €˜SMuovilavita‑¬.

Egregio Ministro Renato Balduzzi,
le Associazioni firmatarie di questa lettera intendono porgerLe vive congratulazioni per il
Suo insediamento e gli auguri per il non facile compito che sta affrontando.
Desideriamo porre alla Sua attenzione l'anomala situazione venutasi a creare nell'ambito della SCLEROSI MULTIPLA e della CCSVI (insufficienza venosa cronica cerebrospinale). Il prof. Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara ha scoperto la patologia della CCSVI. Numerosissimi casi nel mondo dimostrano una correlazione tra la CCSVI e la SCLEROSI MULTIPLA: curando la CCSVI migliorano le condizioni degli ammalati di SM.
Il Ministro Fazio con la nota del 27 ottobre 2010, inviata agli Assessori Regionali, autorizzava, in centri individuati dalle regioni, interventi di dilatazione delle stenosi venose per curare la CCSVI anche in ammalati di SM, pur auspicando e sollecitando la necessaria e indispensabile ricerca scientifica. Alcune regioni italiane, tra cui il Veneto e il Piemonte, individuarono, come richiesto, le strutture dedicate al trattamento della CCSVI nell'ambito della sanità pubblica.
Con successiva circolare del 4 marzo 2011, il Ministro trasmetteva alle strutture sanitarie pubbliche un parere del Consiglio Superiore della Sanità che con determinazione invitava a trattare la CCSVI solo all'interno di progetti di ricerca randomizzati e approvati dai Comitati Etici, contraddicendo quanto disposto dal Ministro stesso qualche mese prima.
Si è a quel punto verificato il fermo di ogni attività d’intervento sulla CCSVI, in pazienti con SM nella sanità pubblica.
Oggi, sempre più, gli ammalati, e parliamo di migliaia di ammalati di SM, si rivolgono a cliniche private, non sempre di comprovata qualità scientifica e tecnica, causa una sanità pubblica completamente assente.
Chiediamo quindi:
- che sia ripristinato quanto disposto dalla nota del 27 ottobre 2010 del Ministro Fazio, in modo che la sanità pubblica torni a dare positive risposte agli ammalati di SM;
- che siano definiti centri multidisciplinari di eccellenza per lo studio e il trattamento delle patologie venose con interessamento del sistema nervoso centrale;
- che siano promossi progetti di ricerca, come già in più parti del mondo avviene, per far chiarezza sulla relazione tra CCSVI e SM. In particolare, che sia supportato il progetto Brave Dreams, del Prof. Paolo Zamboni, già approvato e per il quale la Regione Emilia Romagna ha sancito l’impegno finanziario.
In considerazione della Sua storia professionale e della Sua sensibilità , siamo certi che ci presterà la dovuta attenzione e attendiamo fiduciosi la Sua risposta.
Distinti saluti.

Aderiscono al documento:
Associazione €˜Assi.SM‑¬ Onlus (Emilia Romagna ‑¬â€˜ Lazio)
Associazione €˜CCSVI nella sclerosi multipla‑¬ Onlus (Nazionale)
Associazione €˜Isola Attiva‑¬ Onlus (Sardegna)
Associazione €˜L’Abbraccio‑¬ Onlus (Piemonte)
Fondazione €˜SMuovilavita‑¬ Onlus (Veneto)

PER INFO:

www.smuovilavita.it/
 

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Redazione

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