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don_calabriaLavoro, assistenza, autonomia

Il Centro Polifunzionale don Calabria di Verona è stato recentemente completato.
La strtuttura ospita ad oggi i tre Centri Diurni in cui i disabili adulti svolgono le loro attività lavorative, ricreative e riabilitative, mini alloggi per persone disabili che possono iniziare un percorso di €˜vita indipendente‑¬ e la nuova futura sede del Servizio Assistenziale Occupazionale (SAO).
La struttura è stata costruita da ATER, azienda territoriale per l’edilizia residenziale ed è gestita in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Verona e dell’ULSS 20.

I Centri Diurni don Luigi Pedrollo, Armonya e Biondella ospitano 83 disabili adulti, di cui 18 femmine e 65 maschi, con un’età media di 39 anni, possono svolgere le loro attività in un ambiente collegato alle altre aree del Centro Polifunzionale don Calabria.
I Centri Diurni sono differenziati dalle tipologie delle attività esercitate e dai diversi approcci all’utenza, in grado di accogliere anche situazioni con elevata gravità e che richiedono carichi assistenziali importanti.
Il Centro Diurno don L. Pedrollo, il primo a essere attivato negli anni ’80, è prevalentemente di tipo occupazionale. Riunisce persone con discrete capacità manuali che possono esercitare nei laboratori di assemblaggio e artistico-creativi.
Le persone disabili con minor autonomia, come tetraplegici o disabili mentali gravi, sono ospitate nel Centro Diurno Armonya. In questo centro si esercitano attività prevalentemente centrate sulla relazione, come la comunicazione facilitata, musicoterapia, laboratori di espressione artistica. Il Centro Diurno Biondella infine è dedicato prevalentemente a persone con problematiche comportamentali e relazionali. Tra le attività svolte ci sono anche il giardinaggio e il florovivaismo.

La parte più recente riguarda dieci mini appartamenti per persone disabili adulti che intraprendono un percorso di vita indipendente, in quanto necessitano di un supporto transitorio per recuperare autonomie perdute in seguito a traumi o cerebropatie acquisite. Vivere in un ambiente autonomo ma inserito in un €˜condominio protetto‑¬ con operatori e volontari a disposizione, è un modo rassicurante per distaccarsi dalla famiglia d’origine presso cui queste persone vivono generalmente.
Importante per gli ospiti è la vicinanza della struttura alla palazzina all’area riabilitativa e all’area sportiva.
Attualmente, è inserita nel progetto della vita indipendente una ragazza di diciotto anni paraplegica impegnata di giorno a scuola.
Un’altra coppia in carrozzina occuperà un altro appartamento ad Aprile. Entrambi sono occupati, la moglie al Centro Diurno calabriano e il marito in un ente pubblico.

Un altro ospita sperimenta, invece, una forma di residenzialità parzialmente indipendente. Infatti, abita in una parte della struttura, in cui ci sono spazi autonomi e altri, come cucina e salotto, in condivisione con altre persone.

A breve sarà pronta la nuova futura sede del Servizio Assistenziale Occupazionale (SAO). Esso rappresenta un'importante risposta per quelle persone che, al termine del percorso riabilitativo, non hanno raggiunto un livello di autonomia tale da consentire loro il completo reinserimento attivo nella società e necessitano di ulteriore assistenza.
Il SAO si pone come obiettivi di favorire il mantenimento delle competenze raggiunte e lo sviluppo delle potenzialità residue delle persone, offrire uno spazio di incontro e socializzazione al fine di mantenere e potenziare le abilità sociali, migliorare la qualità della vita degli ospiti del Servizio e dei loro familiari.


Per info:
http://www.centrodoncalabria.it/

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LO SPECIALE CENTRI DI CURA

[Redazione]

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