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Don Gnocchi: ricercatriceUn progetto di ricerca della Fondazione Don Gnocchi cerca di capire quale sia il livello di coscienza in quelle persone che, uscite dal coma, sono incapaci di comunicare con l'esterno

Cosa sente chi, una volta uscito dal coma, si trova nell'incapacità di comunicare con l'esterno? Qual è il livello di coscienza di persone uscite dal coma ma non in grado di comunicare? La risposta a queste domande è da sempre  un punto su cui si basano valutazioni purtroppo ancora prive di evidenze scientifiche, e che potrebbero invece rappresentare la chiave di volta non solo per la comprensione, ma anche per il trattamento di questi stati.

Quello che sappiamo è che l'esperienza cosciente può essere generata all'interno del cervello anche quando siamo completamente disconnessi dall'ambiente esterno, come accade, ad esempio, quando sogniamo. La questione assume quindi una certa importanza quando si esaminano i casi di persone che a seguito di una grave lesione cerebrale, possono recuperare coscienza (quindi capacità di intendere e percepire) senza però riuscire a muoversi e soprattutto a comunicare con l'esterno. Abbattere pertanto questa incomunicabilità significherebbe entrare in contatto con l'attività cerebrale delle persone con gravi cerebrolesioni.

Ora un progetto di ricerca della Fondazione Don Gnocchi cerca di fare luce su questo universo, tentando di carpire il "dialogo interno" che esiste all'interno del cervello di chi si trovi in queste condizioni, di modo da riuscire così a migliorare non solo la diagnosi, ma anche la riabilitazione di persone uscite dal coma.

Don Gnocchi: macchinario Il progetto è ospitato dall'Istituto "Palazzolo" di Milano della Fondazione Don Gnocchi, dove è in atto una sperimentazione su persone con gravi cerebrolesioni. Di queste persone viene misurata la comunicazione interna al cervello, per riuscire a fare una valutazione sulle potenzialità di recupero.
La misurazione di questa attività avviene attraverso un innovativo strumento, il TMS/EEG. Strumento che è in grado di combinare stimolazione magnetica transcranica ed elettroencefalogramma, misurando così in maniera non invasiva il dialogo interno al cervello di pazienti usciti dal coma.

Si tratta dunque di un progetto dalle potenzialità ancora inesplorate, ma di enorme portata. E' infatti assai difficile capire quali siano i pazienti in stato vegetativo, e quali invece quelli in grado di recuperare un livello minimo di coscienza (si stima che questo porti a errori diagnostici nel 40% dei casi). Per sostenere l'acquisto di questo nuovo strumento diagnostico,e dunque il progetto, la Fondazione Don Gnocchi ha avviato una campagna di raccolta fondi con SMS solidale: fino al 17 marzo è possibile donare 2 euro inviando un sms al al 45507 oppure fino a 5 euro con una chiamata da rete fissa.


PER INFO:

Fondazione Don Gnocchi



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Redazione