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Qualcuno la considera la malattia del secolo. Perchè la sua incidenza è in continuo, progressivo aumento. Perchè la maggior parte di coloro che ne sono colpiti non lo sa. Si trova lontano dal Pronto Soccorso, non è in grado di intervenire autonomamente. E muore.

Stiamo parlando delle allergie: banale, penserete voi. Ma ci riferiamo a quelle allergie - e sono tante - responsabili di shock anafilattici, che a loro volta portano al decesso per collasso cardiocircolatorio o per infarto o per arresto respiratorio. Se non si interviene tempestivamente.
Non è un caso allora se uno dei pochi dispositivi ad auto-iniezione disponibili gratuitamente in farmacia sia nato per salvare la vita di chi viene colpito da shock anafilattico. L'unico farmaco in grado di modificarne la rapida e drammatica evoluzione è l'adrenalina: se non somministrata tempestivamente il rischio di morte diventa alto, dal momento che "l'adrenalina impedisce l'evolvere della reazione e risolve il collasso cardiocircolatorio e l'asma minacciosi per la vita", spiega Claudio Ortolani, Direttore dell'Istituto Allergiologico Lombardo, "ma la maggior parte delle reazioni avviene lontano dalle strutture di emergenza, così - prosegue Ortolani - per fornire al paziente a rischio di anafilassi la possibilità di gestire da solo con efficacia la reazione anafilattica grave, è stata preparata e messa in commercio gratuitamente una confezione di adrenalina auto-somministrabile, grazie ad un dispositivo di facile impiego".

L'adrenalina possiede diverse azioni farmacologiche, tutte indirizzate a contrastare lo shock dell'anafilassi: aumenta la pressione arteriosa, riduce la permeabilità  dei vasi sanguigni impedendo la fuoriuscita del plasma, contrasta la reazione allergica e ne previene gli sviluppi successivi.
Un intervento di emergenza che però non basta. Dopo l'auto somministrazione, il paziente deve farsi immediatamente portare al Pronto Soccorso più vicino dato che l'adrenalina evita la morte per shock, ma non può sostituirsi alla complessa cura del paziente grave.

E se molto si sta facendo sul fronte della terapia, per quanto riguarda la diagnosi c'è da rimboccarsi le maniche: troppe persone non sanno di soffrire di allergie.
"In tutto il mondo gli studiosi segnalano un allarmante aumento delle allergie, soprattutto nei bambini" spiega Ortolani: l'incidenza stimata varia da 10 a 20 per 100mila persone l'anno. Questo significa che negli Stati Uniti si verificano 200 morti l'anno, mentre in Lombardia - secondo uno studio del Dipartimento d'Allergologia di Milano - si stimano 680 casi di anafilassi l'anno. E le cifre sono destinate a crescere: in America, fino a 50 anni fa, le malattie allergiche colpivano lo 0,5% della popolazione, mentre questa percentuale ha ora raggiunto il 15, 30%. Una tendenza che si riscontra anche in Italia, dove il 15% della popolazione soffre di queste patologie.

Le cause? I farmaci e gli alimenti in prima fila. Il problema è che troppe persone non sanno di essere allergiche a queste sostanze, e anche in seguito ad una reazione allergica non sono seguite da un allergologo. Il paziente deve essere informato degli alimenti pericolosi, ma anche dei derivati degli stessi alimenti e in quali cibi commerciali o complessi possono trovarsi. Certo, la Direttiva Europea (2003/89) non è il massimo dell'efficacia: obbliga a dichiarare nelle etichette dei prodotti alimentari la presenza di 12 alimenti che sono stati considerati "comunemente allergici"; è una norma troppo generica oltre a non essere correttamente applicata dalle industrie che, per sicurezza, segnalano nei prodotti la presenza di tutti gli allergeni.
Manca ancora informazione, manca una seria ricerca scientifica per migliorare i metodi di riconoscimento delle sostanze allergiche negli alimenti, manca una cultura della prevenzione.

Per saperne di più
Link al sito del The Food Allergy & Anaphylaxis Network

Link al sito del Food Allergy Italia

IAL - Istituto Allergologico Lombardo, presso la Casa di Cura Ambrosiana dell'Istituto Sacra Famiglia - ONLUS
P.za Moneta, 1 - 20090 Cesano Boscone (MI)

LE ALLERGIE RESPIRATORIE

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[Francesca Lorandi]