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La prevenzione dell'osteoporosi parte dai globuli bianchi.
A rivelarlo una ricerca del Cerms, il Centro di ricerca in medicina sperimentale dell'Ospedale Le Molinette di Torino, la cui scoperta si è aggiudicata la pubblicazione su "Faseb Journal", una delle più autorevole riviste scientifiche americane. Se i risultati verranno confermati, non solo si potrà fare una disgnosi tempestiva dell'ospetoporosi, ma anche prevenire o limitare i danni di questa malattia.
La ricerca torinese ha evidenziato che l'osteoporosi dipende dal comportamento dei globuli bianchi, cellule del sangue che difendono l'organismo da agenti estranei.
I globuli bianchi delle donne soggette ad osteoporosi tendono a trasformarsi in oleoclasti in misura maggiore di quelli delle donne non a rischio. Cosa significa questo? Se gli osteoclasti sono indispensabili all'organismo perchè mantengono in equilibrio il metabolismo del calcio portandolo via dalle ossa, una loro quantità eccessiva provoca l'osteoporosi. In questo modo la patologia diventa visibile ancora prima che i tradizionali metodi diagnostici - come la Moc - ne evidenzino i segni. basterà infatti un'analisi del sangue per individuare subito un aumento degli osteoclasti, cioè la tendenza a perdere tessuto osseo prima ancora che esso venga realmente perso.
Sarà possibile in questo modo frenare attraverso cure adeguate la malattia, ossia il rischio di fratture ossee.
Un esempio per capire meglio. Prendete una donna in menopausa da poco e a rischio di osteoporosi: se non presenta una perdita di osso a causa di uno stato ancora precoce della malattia, la Moc sarà nella norma, ma le analisi del sangue saranno alterate. Si noterà infatti un aumento degli osteoclasti, cioè una tendenza a perdere tessuto osseo (ancora prima che esso venga realmente perso). 

Ma attenzione: il prelievo del sangue per valutare il comportamento dei globuli rossa non sostituirà la Moc (mineralometria ossea computerizzata), che valuta l'esatta quantità di calcio nelle ossa, e per ora è l'unico esame in grado di mettere in evidenza eventuali segni di osteoporosi. Il prelievo del sangue, a differenza della Moc, ha carattere preventivo e sarà in base ai suoi risultati che si farà la diagnosi e si potrà giocare d'anticipo, attraverso una cura farmacologica. La Moc invece, individuando la malattia più tardivamente, servirà per controllare la malattia e l'efficacia delle cure.
Inoltre ci vorranno ancora 2-3 anni prima che vengano confermate, che l'esame rientri nella pratica clinica e venga considerato un esame di "screening".

 - Qualche cifra
L'osteoporosi è una malattia che colpisce soprattutto le donne (una su tre) e, più precisamente, il 13% di quelle comprese tra i 50 e i 59 anni, il 27% tra i 60 e i 69 anni e il 41% tra i 70 e i 79 anni.
Diversi sono i fattori di rischio: oltre al sesso all'età, periodi prolungati di amenorrea, scarso consumo di latticini, fumo, alcool, disfunzione della tiroide, trapianti di organi e abuso di alcune categorie di farmaci.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, in Italia nel 2000 si sono avute circa 70.000 fratture del femore, 20.000 delle vertebre e circa 19.000 del polso e di altre ossa. La maggior parte di questi sono imputabili all'osteoporosi.


Per saperne di più:
Servizio di medicina e malattie metaboliche dell'osso dell'ospedale Le Molinette di Torino
tel. 011.6336704

Visita il sito Osteoporosi.it

OSTEOGENESI IMPERFETTA: COS'E' E COME SI CURA

[Francesca Lorandi]

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