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"La scoperta delle cellule staminali congiuntivo-corneali consente la terapia e la ricostruzione delle superfici oculari andate distrutte per le diverse malattie dell'occhio": a sostenerlo, il presidente della Sicsso (Società italiana cellule staminali e superficie oculare) Vincenzo Sarnicola, in occasione del quarto congresso internazionale della società scientifica, svoltosi a Venezia. Un'occasione che ha visto la partecipazione dei maggiori esperti del mondo in materia, per discutere sulla funzione delle cellule staminali nel processo di guarigione. Un evento che, pur svolgendosi in periodo referendario, non dà spazio alle polemiche politiche: a Venezia si è voluto parlare delle più diffuse malattie oculari e della funzione delle cellule staminali nel processo di guarigione.
 
Terapia vincente
"Il rinnovamento della superficie oculare nelle sue strutture epiteliali - ha detto Sarnicola - avviene circa ogni venti giorni grazie alla presenza di cellule staminali adulte capaci di garantire questo elevato ritmo di turnover". Ma, ha aggiunto lo scienziato, "una serie di malattie possono far saltare questo delicato equilibrio: per esempio i traumi oculari meccanici, fisici e chimici, o le malattie autoimmunitarie." Per Sarnicola però "la scoperta e l'individuazione dei complessi meccanismi di turnover cellulare grazie alla presenza di cellule staminali ha consentito di sconfiggere gravi malattie oculari foriere di cecità".
Le tecniche chirurgiche attualmente in uso riconoscono l'utilizzo di cellule staminali donate dall'occhio sano e, nel caso di malattie che colpisce entrambi gli occhi, l'utilizzo di donazione da vivente o da cadavere con innesto diretto o dopo espansione in coltura. Grazie a questo approccio, in circa l'85% dei casi si riesce a ricostruire la superficie oculare danneggiata.
 
Ottime prospettive per tutti
...perchè i disturbi agli occhi riguardano molti di noi. Per esempio gli anziani, le donne in menopausa, quelli che lavorano al computer, in cucina e in ambienti caldi e poco idratati. Sono queste le categorie che più facilmente sono colpite dalla sindrome dell'occhio secco, caratterizzata da quadri clinici di varia gravità. Chi ne soffre accusa fastidi agli occhi, come la sensazione di avere un corpo estraneo, prurito, fastidio accompagnato da rossore, sintomi legati ad una scarsa lubrificazione dell'occhio. Circa il 15% della popolazione ultrasessantenne il 30% dei lavoratori è a rischio, come dimostra l'elevato accesso agli ambulatori oculistici a causa di questi sintomi.
Più in generale, sono ben 55 milioni i traumi oculari presenti nel mondo occidentale: attualmente si registrano 2,3 milioni di persone con menomazione visiva da trauma, 1,6 milioni di non vedenti per traumi oculari, 19 milioni con cecità o ipovisione monolaterale, con conseguenze drammatiche sulla vita sociale, psicologica ed economica dei pazienti.
 
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[Francesca Lorandi]

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