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Dolori addominali? Nausea? Diarrea? Se questi sintomi vi sono familiari il vostro medico potrebbe pensare, fra le tante possibili cause, che il vostro intestino non funzioni a dovere.
Patologie come le infiammazioni dell'intestino, anche croniche, o il  "colon irritabile" sono sempre più diffuse, ma spesso rischiano di non essere prontamente riconosciute proprio perchè sul nascere si accompagnano ad uno stato di malessere simile a quello influenzale.

Ad aiutare chi vi ha in cura nell'elaborazione della corretta diagnosi potrebbe arrivare presto in tutti gli ospedali italiani un nuovo test, già utilizzato da qualche anno con successo nei paesi del Nord Europa, che permette di individuare proprio le infiammazioni dell'intestino.
La tecnica sarà di aiuto anche per monitorare la salute dei più piccoli, in quanto è assolutamente non invasiva: da una semplice analisi delle feci viene ricercato il livello di una sostanza dal nome difficile, "calprotectina", la responsabile delle infiammazioni in questo punto del nostro corpo.
Come accade per i farmaci, anche i test diagnostici devono essere obbligatoriamente sperimentati prima di poter essere inseriti a pieno titolo tra i servizi offerti dal sistema sanitario nazionale.

Il reparto di Gastroenterologia dell' Ospedale di Udine, diretto Dottor Maurizio Zilli, e altri tre servizi di Gastroenterologia del Nord Italia (Ospedale Valduce di Como, Cattedra di Gastroenterologia di Padova e Cattedra di Gastroenterologia del Policlinico di Milano) sono i bastioni della sperimentazione del test, somministrato a quasi mille pazienti.
Per ora il test, commercializzato da una ditta di Trieste, può essere eseguito solo presso il Laboratorio di Immunopatologia e Allergologia della Azienda Ospedaliera "Santa Maria della Misericordia" di Udine, diretto dal Dottor Elio Tonutti, coordinatore del progetto di sperimentazione.
I risultati dello studio sulla calprotectina sono più che confortanti: sembra infatti che questo marcatore sia molto utile nel monitoraggio dei pazienti con accertate malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), come la malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa.
Le ultime stime parlano di almeno centomila persone affette dalle Mici.
La diagnosi viene attualmente formulata in base all' esame colonscopico, agli esami istologici, radiologici e di laboratorio. Individuarle tempestivamente, magari con l'aiuto di questo nuovo esame, può quindi accellerare il percorso di guarigione del paziente.

Ancora lontana è invece la diagnosi precoce del cosiddetto "colon irritabile": chi è affetto da questa  malattia presenta gli stessi sintomi delle Mici, ma con la differenza sostanziale che nell' intestino non è presente alcuna infiammazione. Individuare il "colon irritabile" richiede mesi o anni di valutazioni cliniche e strumentali dei pazienti, in quanto la diagnosi viene posta escludendo altre patologie.


INFO:

Sito dell'Azienda Ospedaliera "Santa Maria della Misericordia" di Udine

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[Anna Ferrarese]

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