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L'Italia è in prima linea nella lotta alle malattie cardiovascolari. E conferma questa leadership con un nuovo studio, sulle pratiche che permettono di cicatrizzare le aree del cuore responsabili dell'aritmia. Con lo scopo di eliminarla una volta per tutte.
La terapia che permette questo ottimismo è l'ablazione transcatetere, contro la fibrillazione atriale, la più comune aritmia del cuore che interessa circa 2 milioni di italiani, con 60.000 nuovi casi l'anno e una prevalenza del 5% tra gli over 65.
Si tratta di una condizione potenzialmente pericolosa in quanto causa di ictus, terza causa di morte dopo infarto e neoplasie.

A dimostrare, per la prima volta al mondo, la superiore efficacia dell'intervento di ablazione contro quello farmacologico è uno studio denominato CACAF (Catheter Ablation for Cure of Atrial Fibrillation), eseguito nel Laboratorio di Elettrofisiologia dell'Azienda ULSS n°13 - Presidio Ospedaliero di Mirano (VE) e presentato all'American College of Cardiology (ACC) di Orlando in Florida.

Secondo il Dr. Emanuele Bertaglia che ha condotto lo studio a Mirano, "Il dato complessivo emerso è ancor più rilevante, considerando che la ricerca ha interessato pazienti con aritmia molto severa, con una lunga storia di fibrillazione atriale e molti tentativi falliti di cardioversione, senza benefici nonostante l'uso di due o più farmaci".

Il CACAF è il primo studio randomizzato che ha dimostrato come un unico intervento di ablazione combinato con la terapia medica sia in grado di eliminare totalmente l'aritmia in un anno di osservazione, e quindi evitare le complicanze oltre che far stare meglio pazienti con un'aritmia resistente alle terapie tradizionali.

"L'obiettivo futuro - conclude il Dr. Bertaglia - è quello di curare questa aritmia con la sola ablazione senza più ricorrere ai farmaci antiaritmici. Per valutare questa possibilità è stato concepito lo studio randomizzato CACAF 2, che coinvolgerà 270 pazienti in 13 centri Europei. L'arruolamento è iniziato nel 2004, i risultati sono attesi per il 2009".

Oltre a Mirano, allo studio hanno contribuito altri due centri italiani: Maddaloni (Caserta) e Ciriè in provincia di Torino.

Lo studio CACAF è stato il primo al mondo a confrontare in modo prospettico l'ablazione con la terapia medica in 137 pazienti con fibrillazione atriale da oltre 5 anni che non avevano tratto benefici dall'uso di due o più farmaci. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere ablazione e terapia antiaritmica (68 pazienti) o solo farmaci (gruppo di controllo, 69 pazienti). L'efficacia è stata definita come assenza totale di aritmie a 12 mesi di follow-up. CACAF E CACAF 2 consentiranno che l'ablazione divenga una terapia di scelta nelle linee guida che i medici devono adottare per il trattamento della fibrillazione atriale.


INFO:

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[Alberto Friso]

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