Menu

Tipografia

Pensate che fumo, ipertensione, sedentarietà e cattiva alimentazione siano le principali cause di infarto? Sicuramente rappresentano importanti fattori di rischio, ma non sono i soli. O, almeno, non i più importanti. La scoperta è dei giorni scorsi e probabilmente permetterà di studiare e curare in modo diverso il colesterolo cattivo, salvando così la vita a centinaia di migliaia di persone. Tante quelle che, solo in Italia, sono a rischio di arresto cardiaco.
Si chiama Loxina, ed è una proteina prodotta naturalmente da nostro corpo e in grado di neutralizzare il colesterolo. E' regolata da un gene, lo stesso che governa anche il gene Lox. Dall'interazione fra queste due proteine si può capire il rischio di infarto: la Loxina è la proteina amica, che si sistema sulle pareti arteriose e non fa entrare il colesterolo ossidato, "arrugginito", considerato il componente più importante per la formazione della placca arteriosclerotica; in questo modo blocca l'azione del fratello cattivo, il Lox. 
La Loxina, però, è presente in quantità diverse nelle persone: in quei soggetti nei quali prevale, essa svolge un ruolo altamente protettivo, anche se i valori di rischio dell'arteriosclerosi sono alti a causa di fumo e dall'eccesso di grassi nell'alimentazione. Se nell'organismo prevale invece il Lox, il rischio di infarto è molto alto, mentre se Lox e Loxina agiscono in modo uguale, il pericolo è alto.

Prelevando un po' di saliva è possibile sottoporsi al test genetico, verificando così la presenza di queste proteine nell'organismo. Sia chiaro, avere troppo Lox non significa non avere speranze, ma se oltre a quel gene ci sono anche altri fattori di rischio, meglio stare in guardia. Nell'attesa che arrivi il farmaco in grado di cambiare il destino delle persone a rischio. Il medicinale, infatti, potrebbe agire sul gene cattivo e regolarlo in modo positivo. Ad esempio spingendo l'organismo a produrre più Loxina. Oppure si potrebbe pensare di iniettare direttamente nelle arterie la Loxina, là dove si individua una placca di colesterolo.

La ricerca è stata realizzata all'Università di Tor Vergata a Roma, con finanziamenti del Ministero dell'Università e della Ricerca per i Centri di eccellenza.

Per avere maggiori informazioni, leggi lo Speciale Cuore

Link al sito dell' Università Tor Vergata di Roma

Link al sito del Ministero dell'Università e della Ricerca

Leggi anche questi articoli

L'INFARTO SI PUO' PREVENIRE

LE CELLULE STAMINALI TRAPIANTATE NEL CUORE

L’ARITMIA SI POTRA’ ‘CANCELLARE’ CON UN INTERVENTO

[Francesca Lorandi]

Tieniti aggiornato. Iscriviti alla Newsletter!

Autorizzo al trattamento dei dati come da Privacy Policy

-->