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Sono passati dieci anni da quando, in Italia, sono stati diagnosticati i primi casi di Sensibilità Chimica Multipla (MCS); ma restano ancora irrisolte le esigenze primarie dei malati.
Il riconoscimento di questa patologia da parte di diverse regioni - Toscana, Emilia Romagna e, ultima in ordine di tempo, l'Abruzzo -, rappresenta un importante passo in avanti. Tuttavia, senza il riconoscimento da parte del Ministero della Salute, l'impegno delle regioni è praticamente inutile, poiché mancano le risorse finanziarie nazionali.
Intanto a più di un malato sono stati rifiutati interventi chirurgici necessari  o esami clinici invasivi da parte di strutture ospedaliere pubbliche del Nord Italia, per le reazioni MCS avverse agli ambienti e alle dotazioni sanitarie proprio perché metterebbero in pericolo la vita stessa del paziente.
L'onorevole Augusto Battaglia ha scritto nell'aprile dello scorso anno una lettera al Ministro della salute Girolamo Sirchia: una "interrogazione" nella quale spiega come "in Italia un numero sempre maggiore di persone soffre di gravi intolleranze ambientali, e alcune di queste hanno sviluppato una grave patologia conosciuta come sensibilità chimica multipla; tale patologia - prosegue Battaglia nel documento - rende sensibili a quantità anche molto piccole di prodotti chimici e sostanze irritanti normalmente presenti nell'ambiente (…) e può portare, nei casi più gravi, a lesioni ai sistemi interessati, fino ad arrivare a blocchi funzionali, collassi, emorragie, leucemie, tumori, infarti".
"Attualmente
- e questo è il passo fondamentale della lettera - tale malattia non è riconosciuta dal nostro Sistema sanitario nazionale; non esistono centri adeguati per la diagnosi e la cura e chi si ammala non può rivolgersi agli ospedali e ai pronto soccorso a causa dei prodotti chimici che vengono usati; chi ne è afflitto deve abbandonare il lavoro a causa delle barriere chimiche che incontra". Per questo Battaglia chiede che "venga dato a tale patologia il riconoscimento di malattia rara" e che "si proceda all'aggiornamento della lista delle malattie rare entro il 2004", inserendo quindi anche la sensibilità chimica multipla.
Siamo nel 2005, e niente è ancora stato fatto da parte del Ministero.
Però, nel gennaio scorso Sirchia ha risposto a questa lettera, scrivendo che in "assenza… di adeguati protocolli diagnostici e di conoscenze sui fattori di rischio non è possibile stimare la reale incidenza". "Certo è che i centri diagnosi italiani non vengono coordinati da nessun organismo sanitario nazionale, così il Ministro Sirchia non ha mai raccolto dati sulla reale incidenza della MCS, pur essendo diagnosticata in Italia da dieci anni", lamenta Rocco Panzavolta, coordinatore della Campagna Nazionale Riconoscimento Sindrome Sensibilità Chimica Multipla.
In un secondo punto il Ministero afferma che "l'ISS - istituto Superiore di Sanità - ha attivato i necessari contatti con gli esperti italiani del settore, al fine di elaborare una raccomandazione condivisa sui criteri di diagnosi e sul trattamento terapeutico…".
"Ma non risulta siano mai stati interpellati gli unici medici italiani esperti da anni nella ricerca e nella diagnosi della MCS", risponde Panzavolta.
E questi medici non hanno ancora esperienza terapeutica sufficiente per totale mancanza o inadeguatezza di strutture, risorse, personale.
Panzavolta critica inoltre la "mancata applicazione dei protocolli di ospedalizzazione per pazienti MCS e relative terapie di disintossicazione chimica. Dopo i recenti riconoscimenti regionali, i Centri di Riferimento impiegheranno comunque mesi per elaborare protocolli ufficiali; nel frattempo si potrebbero utilizzare quelli noti internazionalmente, come già avvenuto in altri Paesi". Mancano anche circolari informative, ministeriali e regionali, che informino i medici e le Commissioni Sanitarie sulla natura della MCS, per evitare "sofferenze" ai malati che devono confrontarsi con la non conoscenza della malattia, finendo così con l'essere esposti a intossicazioni ambientali o diagnosi errate. "la mancata informazione sanitaria - afferma Panzavolta - vanifica la prevenzione di questa gravissima malattia".

E finchè la situazione non cambierà, questa lotta non può che continuare, proseguendo tappa dopo tappa. L'ultima è stata raggiunta pochi giorni fa: la Regione Abruzzo ha riconosciuto ufficialmente la MCS nella finanziaria 2005,  garantendo l'esenzione dal costo per le prestazioni di assistenza sanitaria e individuando nel reparto di Endocrinologia dell'ospedale clinicizzato SS Annunziata di Chieti, il centro Regionale di Riferimento.

INFO:

Sito della Campagna Nazionale Riconoscimento Sensibilità Chimica Multipla

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[Francesca Lorandi]

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