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L'Alzheimer, ormai è dato per assodato, è una malattia degenerativadalla quale è impossibile guarire. In America ed in Inghilterra tuttavia, sistanno conducendo interessanti studi per prevenire la patologia, si trattadi studi che stanno danno buoni risultati e soprattutto molta speranza.

L'Alzheimer è una malattia che colpisce la popolazione della terza età, è una forma di demenza senile degenerativa. In Italia ne soffrono circa 300mila persone, 50 mila solo in Veneto. La malattia induce nei soggetticolpiti disturbi cognitivi, primo fra tutti c'è la progressiva perdita dimemoria dei ricordi. Il 50 per cento dei pazienti affetto da Alzheimeraccusa inoltre disturbi comportamentali, come agitazione, atteggiamentialimentari e sessuali abnormi, scatti di collera e di violenza, delirio,allucinazioni, ansia, fobie, depressione o euforia, alterazione dei ritmisonno-sveglia e il girovagare continuo senza meta.

Tutte queste informazioni sulla malattia, sono emerse durante unconvegno che si è svolto a Padova dal titolo "Il malato diAlzheimer", coordinato dal geriatra Giuliano Enzi e organizzato alteatro Don Bosco dal Lions Club del capoluogo euganeo "Padova Carraresi" presieduto da Anna Ballan.

Il punto sullo stato di evoluzione della ricerca, in relazioni aglistudi ed alle sperimentazioni in corso in America ed in Inghilterra è statofatto dal professor Bruno Tavolato, direttore della Clinica Neurologica IIdell¹ospedale Geriatrico. "La ricerca citata, e già culminata nellasperimentazione sull' uomo di farmaci innovativi ad hoc, punta ad impedirel¹accumulo nel cervello della proteina incriminata e quindi a sconfiggerela patologia anticipandola" ha spiegato Tavolato. "La fatica maggiore èstata superata, ora bisogna individuare le dosi giuste da somministrare. Il progetto è finanziato dalle più importanti case farmaceutiche del mondo,ognuna delle quali decisa ad accaparrarsi l'esclusiva di quello che sipreannuncia l'affare del secolo.

La prospettiva di debellare l'Alzheimer è straordinaria, visto che almomento questa forma di demenza può essere tenuta solo sotto controllo, conmedicinali molto costosi: il prezzo è di 250/ 300 mila lire al mese apaziente. Farmaci che vengono passati dal servizio sanitario nazionale soloai malati non gravi per ritardare la perdita di memoria di sei o al massimododici mesi.

"L'Alzheimer si accanisce soprattutto sugli ultrassessantacinquenni, inparticolare le donne, ed in un quarto dei casi suscita livelli di disabilità fisica da moderata a totale. Spesso il declino e la perdita diautosufficienza sono accellerati dall'insorgere di altre patologie , pero' trascurate". Lo ha affermato la dottoressa Stefania Maggi del Centro di Invecchiamento del CNR di Padova.

La malattia può essere scatenata anche da disturbi cardiovascolari.Molti tipi di infarto provocano demenza, mentre l'ictus aumenta di novevolte il rischio di contrarla. Due patologie strettamente correlate allapressione alta ecco perché è fondamentale tenere sotto controllo e curare l'ipertensione. Oggi sul mercato esistono farmaci antipertensivi di tutte le specie con ridotti effetti collaterali. L'unica avvertenza che deve avere ilpaziente è quella di assumere il farmaco , prescrittogli dal medico, piùadatto alla sua anamnesi.


INFO

CLINICA NEUROLOGICA II , OSPEDALE GERIATRICO PADOVAVIA VENDRAMINI ,7 35137 PADOVATEL. 049/8211111

Antonella Prigioni - antonella@disabiliforum.com