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Per combattere il diabete "tipo 1", una mano importante può derivare dalla genetica. Ne è fermamente convinto Luca Falqui, il massimo esperto italiano diterapia genica, che è intervenuto a Verona, nell'aula magna del Policlinico 'G.B. Rossi' di Borgo Roma, proprio per illustrare le prospettive che la genetica apre alla cura del diabete. Falqui, medico diabetologo dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, dal 1983 dedica la sua attività alla ricerca ed è anche responsabile del laboratorio Teleton 'Tiget'.
La conferenza organizzata dalla Scuola di specializzazione in Pediatria del Dipartimento materno infantile di Biologia e Genetica dell'Ulss 20 era aperta oltre che ai medici anche ai familiari di pazienti.
Grazie alla terapia genica e cellulare c'è la speranza per una soluzione dei problemi dei pazienti insulino-dipendenti. Si ipotizza infatti di poter ripristinare la secrezione insulinica tramite terapia genica o di sostituzione cellulare. Per raggiungere questo risultato - ha spiegato Falqui- è necessario che le cellule beta, il cui funzionamento è molto sofisticato grazie ad alcune particolari caratteristiche riguardanti la secrezione, siano fedelmente imitate dalle cellule surrogate.
L'insulina è normalmente secreta in modo ben regolato, in rapida risposta alle necessità metaboliche degli individui ed, in special modo (ma non in maniera esclusiva) in base ai cambiamenti del livello di glucosio nel sangue. Questo tipo di secrezione regolata è indispensabile al fine di evitare ipo o iperglicemia e dipende dalla capacità delle cellule di accumulare l'insulina prima di rilasciarla in seguito agli stimoli fisiologici. Qualsiasi nuova cellula insulino-secernente dovrà perciò essere in grado di funzionare secondo tali criteri e dovrà anche adattarsi alle differenti necessità che il corpo può avere a seconda che ci si sottoponga a sforzi, si cambi di peso o si invecchi.
Una precisa regolazione della secrezione, sarà  inoltre, necessaria anche al fine di evitare cambiamenti clinici, come aumento di adipe o rischio di malattie cardiovascolari, che potrebbero essere causati da un eccesso di insulina. Alle nuove cellule beta, infine, create o impiantate, si dovrà assicurare la necessaria protezione contro il sistema immunitario che le distruggerebbe.

Info
ISTITUTO SCIENTIFICO UNIVERSITARIO
SAN RAFFAELE

VIA OLGETTINA, 58
20132 MILANO
TEL.02.26431
http://www.sanraffaele.org

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