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L'ambiente in cui viviamo è costituito non solo da materia vivente e inerte, ma anche di aria che, per quanto sia essenziale per respirare, è pericolosa conduttrice di patologie respiratorie, tra cui le allergie.
Con l'arrivo della primavera, come ogni anno, molti individui vengono colpiti dalle consuete allergie stagionali, che sembrano diffondersi e aggravarsi sempre più.
Le malattie allergiche, e quelle dell'apparato respiratorio in particolare, hanno subito nel corso degli ultimi venti anni un notevole incremento, ancor più evidente nei paesi industrializzati.
Alla loro crescita hanno contribuito l'aumento delle sostanze allergiche presenti nell'atmosfera, gli inquinanti industriali e veicolari, l'inquinamento degli ambienti interni, il fumo di sigaretta, le infezioni virali e gli agenti professionali.

Un'allergia, in termini medici, può essere definita "uno stato di alterata reattività dell'organismo a stimoli detti allergeni.
Gli allergeni si suddividono in due gruppi: al primo appartengono gli allergeni perenni, rappresentati dagli acari, dagli epiteli di animali domestici e da alcune muffe; al secondo gruppo appartengono gli allergeni stagionali.
La primavera è la stagione che presenta il maggior numero di pollini allergenici in atmosfera.
Le graminacee, la parietaria, i pollini della betulla, del nocciolo, dell'olivo, dell'ambrosia e dell'artemisia, rappresentano le fonti più importanti di allergeni stagionali".
Quando il nostro organismo viene a contatto con gli allergeni, reagisce agli stimoli esterni attraverso meccanismi di difesa chiamati reazioni immunitarie che hanno il compito di mantenere inalterato lo stato dell'individuo.
Se le reazioni immunitarie oltrepassano i limiti naturali diventano motivo di situazioni patologiche.
Il paziente allergico ha la caratteristica di produrre, rispetto al soggetto sano, elevate quantità di immunoglobine E, in reazione ad uno specifico allergene.

Non tutti i soggetti manifestano le stesse reazioni alle allergie respiratorie.
C'è chi tossisce, chi starnutisce in continuazione, chi ancora ha gli occhi che lacrimano in continuazione, i più sfortunati presentano tutte queste manifestazioni assieme: questo avviene perché le allergie respiratorie sono di tre tipi: la rinite, la oculorinite, l'asma.
La rinite colpisce oltre il 20% della popolazione italiana.
È frequente nell'età scolare e nella giovinezza, e di solito è associata a congiuntivite.
Spesso rinite e asma sono presenti nello stesso individuo e l'asma può rappresentare una evoluzione peggiorativa della rinite.
La rinite è caratterizzata dalla presenza dei seguenti sintomi: starnuti, prurito, rinorrea , congestione.
L'asma colpisce il 35% degli allergici, si manifesta in prevalenza tra gli otto e i quarant'anni, ed è caratterizzata da senso di costrizione toracica, dispnea con respiro sibilante, tosse secca, ronchi e fischi con crisi soprattutto serali e notturne.
La congiuntivite, infine, si manifesta con prurito palpebrale e congiuntivale, lacrimazione, fotofobia , bruciori, annebbiamento visivo e difficoltà di fissazione.

Una volta manifestati i sintomi, per fare una buona diagnosi, bisogna seguire un preciso percorso: l'anamnesi - ossia l'esame obiettivo locale e generale - le prove allergiche cutanee, il test di provocazione specifica (nasale o congiuntivale) o aspecifica (bronchiale), ed altre indagini (endoscopia, citologia, radiologia, etc.). 

Le allergie sono molto fastidiose, a volte appaiono anche molto resistenti alle cure: la malattia si ripresenta, alterna periodi di sollievo a crisi profonde, spesso rende impossibile qualsiasi attività di lavoro.
Insomma, ci si può curare?
Quattro sono le strategie terapeutiche.
La prima è legata alla prevenzione che inizia fin dalla più tenera età con la scelta dell'allattamento al seno.
In seguito occorre seguire norme igieniche e sanitarie.
Decisiva è anche la bonifica degli ambienti da tutto ciò che causa o rafforza l'allergia respiratoria.
La terza difesa è costituita dalla protezione che ha il compito di prevenire gli effetti determinati dalla reazione allergica.
Durante gli episodi acuti delle manifestazioni allergiche, viene attuata la cosiddetta "terapia sintomatica o aspecifica", che si avvale degli antistaminici, dei corticosteroidi e dei broncodilatatori.
Ultima, ma fondamentale, strategia, è la terapia specifica, ossia il vaccino, che consiste nella somministrazione di estratti allergenici specifici, a dosi progressivamente crescenti, al fine di ottenere una riduzione delle manifestazioni cliniche provocate dalle allergie.


Un ringraziamento a titolo personale va al Dr. Giuseppe Zappalà, Responsabile del servizio di fisiopatologia respiratoria e di pneumologia dell'Ospedale di Castelfranco Veneto

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