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Nel Sistema Sanitario Nazionale c'è una particolare categoria di farmaci, definita di classe A.
Questi farmaci sono considerati indispensabili perché servono a curare le malattie più importanti: in questi casi al cittadino il farmaco non costa nulla, se non un eventuale ticket in alcune Regioni.
Il Servizio Sanitario Nazionale passa alcuni farmaci di classe A solo per determinate malattie: in questo caso, accanto alla classe A, è presente un numero, che rinvia alla nota CUF (Commissione Unica del Farmaco) di riferimento.
Cosa significa tutto questo? In pratica, dato che alcuni farmaci possono essere impiegati per più malattie, il Ministero della Salute li passa gratuitamente solo per alcune di esse (le più gravi).

A questo punto entra in campo l'AISM, Associazione Italiana Slerosi Multipla che, anche insieme alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), sta portando avanti una battaglia per aiutare i tanti malati afflitti dalla Sclerosi Multipla, i quali, per curarsi, devono, tra l'altro, sostenere delle spese mediche molto alte.

La sclerosi multipla è una malattia del sistema nervoso centrale, che colpisce prevalentemente i giovani.
A seconda della zona cerebrale colpita dalla malattia, i sintomi possono variare, tanto che ogni paziente presenta sempre un quadro clinico differente (spesso la durata e l'intensità dei sintomi cambiano anche nello stesso paziente).
Tra le aree colpite dalla malattia c'è il controllo della vescica (con minzione frequente e impellente e sensazione di incompleto svuotamento della vescica).

Da alcuni anni è stato segnalato al Direttore del Dipartimento del Farmaco, Dr. Nello Martini, l'esigenza di inserire il farmaco Ditropan in classe A: questo farmaco è necessario alle persone con incontinenza di origine neurologica, compresa quindi la sclerosi multipla.

A tutt'oggi non si è ancora riusciti a risolvere positivamente il problema.
La Sanofi-Synthelabo, l'Azienda produttrice del farmaco, nel marzo 2002 aveva iniziato a distribuire gratuitamente il farmaco nell'attesa della riclassificazione.
Nel frattempo, le nuove note CUF (il cui obiettivo principale è la promozione di un uso appropriato dei farmaci, un obiettivo che deve stare a cuore tanto agli operatori sanitari quanto ai cittadini) non sono ancora state pubblicate, e l'Azienda il 30 settembre ha cessato l'erogazione del farmaco.
Per questo motivo, la FISH - di cui l'AISM fa parte - ha deciso come segno di protesta di preparare uno schema di lettera che gli interessati potranno inviare al Ministero della Salute.

Questa è la bozza della lettera da inviare al Ministero.

Al Ministero della Salute
On.Gerolamo Sirchia
Piazzale dell'Industria 20
00144 Roma

Al Direttore Commissione Farmaco
Dr.Nello Martini
Lungotevere Ripa 1
00153 Roma

Al Sottosegretario alla Salute
On.Antonio Guidi
Longotevere Ripa 1
00153 Roma

Oggetto: Riclassificazione oxibutinina - nome commerciale "Ditropan"

Onorevole Ministro ,
mi chiamo ……….. e sono un cittadino affetto da …….. costretto ad assumere il farmaco conosciuto con il nome commerciale "Ditropan".

Tale farmaco viene assunto da pazienti affetti da vescica neurologica per migliorare la continenza e la capacità vescicale. Attualmente si trova in Fascia "C", a totale carico del malato.

Questa attribuzione di fascia non appare corrispondere a giusti criteri per diversi motivi:
- i malati sono spesso portatori di altre patologie associate, e la vescica neurologica è di per sé motivo di attribuzione di invalidità;
- il farmaco deve essere assunto in forma continuativa per una patologia cronica non guaribile né migliorabile nel tempo, ed è indispensabile per mantenere una certa regolarità nei cateterismi e per un'autonomia e una qualità di vita accettabbile.

Economicamente quello che potrebbe apparire un risparmio per il S.S.N. alla fine si riduce in uno spostamento svantaggioso di spesa in quanto aumenta il bisogno di cateterismi giornalieri e pannolini usati, materiali che costano di più delle compresse del farmaco.

La legge 104/92 recita: " Art. 1 - Finalità
La Repubblica:
a) garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;
b) previene e rimuove le condizioni invalidanti, che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili , politici e patrimoniali;
c) persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata;
d) predisporre interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata.

Dobbiamo quindi consentire ad una persona, tramite il farmaco, di raggiungere una condizione ottimale rispetto all'incontinenza, nei limiti della patologia, così da corrispondere ai criteri espressi in modo esemplare dalla citata legge.

Confidando in un vostro interessamento, si porgono distinti saluti.

Data Firma


Insomma, si ha poco da raccomandare al malato, nonostante la disabilità, di condurre una vita il più normale possibile, se poi non si cerca di facilitargli perlomeno l'acquisto dei farmaci...

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