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Il 14 novembre è stata la giornata mondiale per la lotta al diabete.
Per combattere questa malattia, l'arma migliore è la prevenzione e la conoscenza.
Saper capire in tempo i sintomi del diabete, significa intervenire e guarire. 

A Vicenza la manifestazione si terrà domenica 17 novembre grazie all’Unità Operativa di Diabetologia ed Endocrinologia dell’Ospedale San Bortolo diretta dal professor Alfonso Basso.

In Piazza dei Signori e nel Piazzale della Vittoria a Monte Berico saranno allestite postazioni di libero accesso con tende ed ambulanze attrezzate dove durante tutta la giornata di domenica i volontari dell’Associazione Diabetici, della Croce Rossa e dell’Associazione Antea (ex infermieri) distribuiranno fogli informativi relativi al diabete e daranno utili informazioni e consigli sulla malattia.
A titolo completamente gratuito, inoltre, eseguiranno misurazioni della pressione arteriosa ed esami per la determinazione della glicemia da sangue proveniente dalla punta di un dito della mano.

COS’E’ IL DIABETE?
E’ una malattia nella quale l’iperglicemia, ovvero l’aumento del tasso di glucosio (lo zucchero presente normalmente nel sangue), è il momento peculiare .

Il diabete è una patologia complessa, nella quale possono essere presenti altri elementi dannosi  come l’aumento di colesterolo, trigliceridi, acidi urici, etc., associati a disordini della coagulabilità del sangue.
Le complicanze del diabete usualmente si manifestano dopo parecchi anni dal riscontro clinico, ma non è raro che ne siano concomitanti o addirittura anticipino la diagnosi.

Il diabete, quando non è adeguatamente controllato, danneggia il fisico a diversi livelli.
Interessa la circolazione del sangue sia sul versante delle arterie, dalle più grandi alle più piccole (arteriosclerosi), sia su quello dei capillari (microangiopatia), con ovvio coinvolgimento di pressoché tutti gli organi.

Due sono i tipi di diabete prevalenti nella popolazione:

- tipo 1: interessa maggiormente bambini e ragazzi, talvolta fin dalla nascita.
E’ il più difficile da curare e necessita fin da subito della somministrazione di insulina, essenziale per la sopravvivenza.

- tipo 2: di gran lunga il più diffuso, legato ad uno stile di vita sbagliato ed al “benessere”.
Talvolta per curarlo è sufficiente modificare le proprie abitudini di vita relative all’alimentazione ed all’attività fisica; spesso abbisogna di pasticche ipoglicemizzanti e, nel 30% di quest’ultimo gruppo di persone, dopo anni anche dell’insulina.

I SINTOMI
Nei bambini e nei giovani, talvolta anche nei più anziani, quando il danno a carico delle cellule che producono insulina distrugge oltre il 90% di tale popolazione cellulare presente nelle “insule” del pancreas, l'organismo non è più in grado di regolare i livelli di zucchero nel sangue e il paziente sviluppa i sintomi classici del diabete, i più importanti dei quali sono:

  • Eccessiva minzione (orinazione)
  • Sete eccessiva
  • Eccessiva fame
  • Perdita di peso
  • Affaticamento, stanchezza
  • Visione sfuocata, offuscata

Sul piano laboratoristico si riscontrano:

  • Glicemia alta
  • Glucosio e chetoni nelle urine

Sono inoltre più facili infezioni micotiche a livello dei genitali, tanto nel maschio quanto nella femmina.

Va evidenziato che, mentre i sintomi appaiono abbastanza rapidamente, lo sviluppo della malattia richiede usualmente tempi molto lunghi.

LE COMPLICANZE
- perdita della vista;
- perdita della sensibilità protettiva ai piedi, con possibili danni (tipo ulcere) dei quali vi è spesso un riconoscimento tardivo e comunque una sottovalutazione;
- mancata depurazione delle scorie azotate da parte del rene;
- deficit della funzione erettiva nel maschio;
- danni al cuore ed al cervello (infarto cardiaco ed ictus cerebrale), nonché agli arti inferiori (con rischio di amputazione).

I FATTORI DI RISCHIO ASSOCIATI
I fattori di rischio coinvolgono prevalentemente l’apparato cardiovascolare e comprendono:

  • colesterolo LDL elevato (dannoso)
  • riduzione del colesterolo HDL (benevolo)
  • trigliceridi elevati
  • acidi urici elevati
  • pressione arteriosa elevata
  • coagulabilità del sangue alterata
  • il fumo
  • poca attività fisica

I FATTORI CHE NE FACILITANO L’INSORGENZA
- familiarità nota per diabete mellito
- obesità
- assunzione di cortisonici

LA CURA
Il diabete attualmente non è una malattia curabile in modo definitivo, anche se la ricerca nel campo sta facendo passi da gigante.
Il diabetico può condurre una vita assolutamente "normale", evitando le complicazioni che a lungo andare la malattia potrebbe portare, se non curata adeguatamente, sulla circolazione a livello di cuore, cervello, arti inferiori, agli occhi, ai reni, etc., agendo fondamentalmente su cinque fronti:

  • con la somministrazione di insulina, iniettata sottocute (nei bambini e nei giovani, più raramente negli adulti) o per mezzo di pasticche antidiabetiche (spesso necessarie negli adulti);
  • con l’attività fisica e lo sport;
  • con un’alimentazione corretta;
  • con l’autocontrollo della glicemia capillare su sangue proveniente dal dito;
  • con l’educazione continua.

Nella cura della malattia si deve attuare un intervento globale, che corregga non solo le alterazioni della glicemia, ma anche tutte le alterazioni metaboliche, inclusa l’ipertensione arteriosa, che il diabete comporta.

ANALISI DELLA SITUAZIONE DIABETE NEL NOSTRO TERRITORIO
La patologia diabetica mostra una chiara tendenza, in tutti i paesi industrializzati, ad un aumento sia dell'incidenza sia della prevalenza.
L'accresciuta prevalenza nel mondo del diabete tipo 2, di gran lunga maggioritario rispetto al tipo 1, soprattutto legata all'aumento del benessere ed allo stile di vita, ha portato l'Organismo Mondiale della Sanità a parlare di vera e propria "epidemia".
Stime e proiezioni sul periodo 1994-2010 indicano il raddoppio a livello mondiale dei casi di diabete mellito tipo 2. Per L'Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete mellito tipo 2 del 27.5% dal 1994 al 2000 e del 54.9% dal 1994 al 2010.
Nel 1986 un'indagine epidemiologica ha rilevato nell'ULSS di Vicenza (233.286 abitanti) un'incidenza del diabete tipo 1 pari al 6.85/100.000 abitanti l'anno in accordo con dati espressi in letteratura con una prevalenza pari al 1.17 ‰.
Per il diabete tipo 2 si è rilevata una prevalenza di circa il 2%.

Dati più recenti espressi sul territorio nazionale indicano la prevalenza del diabete tipo 2 pari al 3.2%.

A Vicenza, nella sola ULSS n.6 “Vicenza”, i diabetici sono 12.000. Si calcola tuttavia che ogni 3 casi conosciuti ce ne siano altri 2 ignorati.

COSA FARE QUANDO SI SCOPRE DI AVERE IL DIABETE
Un paziente diabetico potrà davvero dirsi ben curato dal momento della diagnosi solo quando:

  1. sarà fatto oggetto di un'educazione strutturata sulla malattia e sul suo ruolo nel gestirla;
  2. manterrà nel tempo, sotto la guida attenta del proprio Medico di Famiglia e del Diabetologo, un rigoroso e continuo controllo della glicemia pre- e post-prandiale, dell'emoglobina glicosilata (media del livello dello zucchero “glucosio” nel sangue nei 2-3 mesi precedenti la determinazione), dell'assetto lipidico, della pressione arteriosa ed anche della coagulabilità del sangue;
  3. mostrerà una buona “compliance”, vale a dire la necessaria attenzione, a semplici regole comportamentali (dieta, astensione dal fumo, quotidiana pratica di almeno venti minuti di camminata di buon passo) ed alle eventuali misure farmacologiche;
  4. sarà sottoposto in modo strutturato e continuativo nel tempo allo screening di tutte le complicanze d'organo per una diagnosi precoce ed una terapia tempestiva.

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