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metodologiaLa ricerca è stata pubblicata sulla celebre rivista Immunity e potrà avere un ampia applicazione

L’immunoterapia funziona anche per contrastare i tumori, questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista «Immunity». Lo studio mostra come l’approccio immunoterapeutico, che fino a oggi ha trovato un'applicazione clinica molto limitata nel trattamento dei tumori, costituisca invece una possibile via di cura.

La ricerca è stata condotta dal gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dell’Università di Padova, dell’Istituto Oncologico Veneto e del Istituto Veneto di Medicina Molecolare, guidato dal dottor Vincenzo Bronte, ed ha visto come principale finanziatore l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Lo studio parte da una premessa molto importante, che ha dimostrato come il tumore sia in grado di istruire alcune cellule, le MDSC, a fare da scudo alla risposta immunitaria e a costituire così una sorta di alleato del cancro stesso. Le MDSC sono cellule derivate dal midollo che compaiono nel nostro organismo solo in caso di gravi infezioni o situazioni di emergenza, per poi sparire spontaneamente; nel caso del tumore, essendo una malattia in continua evoluzione, le cellule MDSC si accumulano andando così ad ostacolare efficacemente la risposta immunitaria. Questa scoperta è valsa al dottor Bronte, nel 2008, il Premio FIRC Guido Venosta.

E’ stato possibile €˜condizionare‑¬ in vitro cellule con capacità di immunoregolazione, grazie a una collaborazione trasversale con più settori di ricerca come ad esempio quello dei trapianti. Partendo dalla constatazione che il sistema immunitario funziona poco a causa di alcune barriere che lo controllano, gli studiosi hanno così scoperto che, nel caso del tumore, agendo sul gene controllore EPBà Ž² è possibile impedire alle cellule MDSC di fare da scudo al sistema immunitario. Spegnendo questo gene, la terapia immunologica diventa efficace.

E’ importante sottolineare come questa ricerca si inserisca in un percorso scientifico che si è imposto da alcuni anni, segnando una svolta nelle applicazioni dell’immunoterapia in ambito clinico-oncologico: infatti, due settimane fa, la Food and Drug Administration ha approvato il primo vaccino terapeutico per pazienti affetti da cancro alla prostata, un vaccino non di prevenzione (come per il caso dell’HPV e dell’Epatite C), ma in grado di contrastare una malattia già in atto.

Oltre ad AIRC, hanno sostenuto questo studio FISM, il Ministero della Salute, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, the Association for International Cancer Research e l’Istituto Superiore di Sanità - Alleanza Contro il Cancro.


FONTE: Comunicato Stampa

Per info:

Ufficio Stampa - Università degli Studi di Padova
Via VIII Febbraio, 2 - 35122 PADOVA
tel. 049 8273041-3520   fax 049 8273050

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