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mani malattie reumaticheNiente sport, difficoltà quotidiane e problemi nelle attività di tutti i giorni. Ma i nuovi farmaci biologici registrano ottimi risutati

Le malattie reumatiche sono tra le prime cause di disabilità , e il loro impatto sulla vita delle persone che ne vengono colpite è potente  e condizionante in maniera molto rilevante. Dolori, gonfiori, recidive che si traducono in assenze dal lavoro, impossibilità di praticare sport, percezione estremamente pessimistica della propria condizione sono alcune tra le conseguenze ben note alle persone affette da queste patologie.

Per capire quindi in che modo e misura la vita dei malati cambia, risultano davvero utili i dati emersi dallo studio osservazionale RAPSODIA (La Qualità di Vita e i bisogni dei pazienti con Artrite Reumatoide, Artrite Psoriasica e SpOnDIlite Anchilosante) condotto da Roberto Giacomelli, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell'Università degli Studi dell'Aquila; studio che per la prima volta ci restituisce una fotografia complessiva della qualità della vita dei pazienti reumatici.
La ricerca, che ha preso in esame 743 pazienti da 16 Centri di Reumatologia distribuiti su tutta Italia, rende un quadro non esattamente roseo della situazione, anche se alcuni elementi di fiducia non mancano, soprattutto relativamente alle terapie.

QUALITA’ DELLA VITA ‑¬â€˜ Le malattie reumatiche sono patologie che condizionano la quotidianità in moltissimi campi, portando i pazienti a dover modificare le proprie abitudini e il proprio stile di vita. Gli stessi bisogni essenziali vengono sconvolti da impedimenti che colpiscono a tutto tondo. In primis sono proprio i disagi fisici a condizionare le giornate: per la metà delle persone con malattie reumatiche lo sport è una chimera, ma anche le semplici attività quotidiane diventano un ostacolo insormontabile nel 38% dei casi. Secondo lo studio, per il 43% si verifica l’impossibilità di dormire o riposare bene, il 25% ha difficoltà a vestirsi autonomamente, mentre il 31% denuncia l’incapacità di svolgere lavori domestici. 

PERCEZIONE DELLA PROPRIA CONDIZIONE ‑¬â€˜ Non è solo l’impossibilità di dedicarsi attivamente a un hobby, la perdita di giornate lavorative o la pratica impossibilità a vivere momenti di svago soddisfacenti: a essere pesantemente condizionata è anche la componente psicologica, nella percezione di sé stessi e della propria malattia, da parte degli stessi pazienti. Secondo lo studio, il 63% si sente avvilito per le inabilità acquisite, non riuscendo più a fare ciò che faceva prima della malattia, il 57% accusa stati di ansia e/o depressione, il 39% ha visto crescere il suo livello d’irritabilità , il 21% ha avuto problemi nella sua sfera sessuale.

LE TERAPIE BIOLOGICHE ‑¬â€˜ Un ottimo risultato si registra invece sul fronte delle terapie farmacologiche. Lo studio mette infatti in luce come queste limitazioni possano essere in parte scongiurate grazie alle nuove terapie biologiche. Il 94% dei pazienti dà un ottimo giudizio dei farmaci biologici, considerandoli più efficaci di quelli convenzionali, affermando come essi consentano loro di svolgere le proprie attività quotidiane. Entrando nel merito dei numeri, il 97% dei pazienti afferma di registrare un rallentamento nella progressione della malattia. Per il 96%, la terapia biologica limita l’avanzamento delle deformità articolari, assicura sollievo di lunga durata secondo il 95%, provoca meno ricadute (93%), e riduce il dolore e il gonfiore (91%).

Inoltre, dati alla mano, il numero dei pazienti con artrite reumatoide che riesce ad avere più di 15 €˜giorni buoni‑¬,  cioè quelli, nell’arco di un mese, nei quali possono alzarsi senza avvertire dolore dopo le terapie biologiche passa da 16 (7,3%) a 145 (65,9%), a confronto di un aumento solo da 12 (11,3%) a 38 (40,9%) registrato nei pazienti in terapia convenzionale. Nella spondilite anchilosante il beneficio dei biologici è ancora maggiore: il  78,1% dei pazienti dichiara di avere più di 15 €˜giorni buoni‑¬ grazie alla terapia, a fronte del 26,8% nei pazienti in trattamento con farmaci convenzionali.

Le terapie biologiche sono quindi una vera e propria ventata d’aria fresca per quanto riguarda le malattie reumatiche, ma non è tutto rose e fiori. I motivi maggiori di scontentezza  da parte dei malati derivano dalle modalità di somministrazione, che rappresenta una elevata causa di abbandono del piano terapeutico. Fortunatamente una risposta arriva dai farmaci biologici di ultima generazione come l'anticorpo monoclonale umano golimumab, che si somministra per via sottocutanea tramite iniettore predosato una volta al mese.

 

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Francesca Martin



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