Posticipate le date per l’adozione dei decreti che attuano la riforma della non autosufficienza, relativamente ai punti unici di accesso, alle unità di valutazione multidimensionale e ai piani assistenziali individualizzati. Differita la sperimentazione e l’entrata in vigore del nuovo modello al 2028
L’11 dicembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto Milleproroghe: un decreto contenente un pacchetto di disposizioni urgenti in materia di termini normativi, che prevedono il rinvio di scadenze o l’entrata in vigore di norme e disposizioni. Sedici gli articoli che compongono la misura, che affronta numerosi ambiti: dal fisco al lavoro, dal welfare alle imprese, e che dovrà passare l’esame del Parlamento.
Proroghe riguardanti la riforma della non autosufficienza
All’articolo 4 del Milleproproghe, in particolare, vengono prorogati di alcuni termini nelle materie di competenza del Ministero della Salute, posticipando i tempi di attuazione della riforma della non autosufficienza.
Slitta il decreto attuativo sulla valutazione multidimensionale
Per effetto del decreto viene prorogato il termine per l’adozione del decreto del Ministro della Salute, di concerto con i Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, che dovrà definire:
- i criteri di accesso prioritario ai PUA (Punti Unici di Accesso) presso le Case della Comunità;
- la composizione e il funzionamento delle UVM (Unità di Valutazione Multidisciplinare);
- lo strumento di valutazione multidimensionale unificata, omogeneo a livello nazionale, informatizzato e scientificamente validato;
- le modalità di accertamento della non autosufficienza e la definizione del PAI (Piano di Assistenza Individuale).
Il termine per l’adozione di questo decreto passa da 18 a 30 mesi rispetto a quanto inizialmente previsto dal Decreto Legislativo 15 marzo 2024, n. 29.
Rinviata anche la sperimentazione sul territorio
Un ulteriore rinvio riguarda il decreto che dovrà introdurre gradualmente la valutazione multidimensionale unificata (prevista dall’articolo 22 della legge 33 del 2023), individuando modalità e territori per una prima sperimentazione della durata di dodici mesi.
Questo provvedimento slitta di un anno e dovrà essere adottato entro il 30 novembre 2026. Di conseguenza:
- la sperimentazione non partirà più dal 1° gennaio 2026, ma dal 1° gennaio 2027;
- l’estensione al restante territorio nazionale è rinviata al 1° gennaio 2028.
Prorogati anche i LEP
A questi slittamenti si aggiunge anche la proroga, al 31 dicembre 2026 (rispetto al 31 dicembre 2025), dell’attività istruttoria per la definizione dei LEP, i Livelli essenziali delle prestazioni.
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