Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che ripartisce le risorse tra le Regioni: fondi destinati a autonomia abitativa, co-housing e inclusione sociale delle persone con disabilità grave
Dopo mesi di attesa, può diventare operativo il nuovo finanziamento nazionale destinato alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo, viene infatti sbloccata la ripartizione di oltre 72 milioni di euro previsti dalla legge n. 112 del 2016, quella sul “Dopo di Noi”.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso dicembre, consente ora alle Regioni di accedere alle risorse e avviare concretamente interventi e servizi sul territorio.
A chi sono destinati i fondi
Riordiamo che risorse afferenti al Fondo (istituito ai sensi dell’art. 3 della Legge 112/2016) sono indirizzate allepersone con disabilità grave, così come definite dalla legge 104, che si trovano senza un adeguato supporto familiare.
In particolare, i benefici riguardano chi:
- è privo di entrambi i genitori e non dispone di mezzi economici sufficienti;
- ha genitori anziani o non più in grado di garantire assistenza;
- vive in strutture residenziali non adeguate a riprodurre un ambiente familiare.
I fondi non vengono erogati direttamente ai cittadini, ma assegnati alle Regioni, che li redistribuiscono a livello locale attraverso la programmazione territoriale.
Come vengono ripartite le risorse
Per gli anni 2024, 2025 e 2026, il Governo ha introdotto in modo sperimentale e graduale dei nuovi criteri per decidere come distribuire le risorse del Fondo “Dopo di Noi”, che sono stati definiti da un tavolo tecnico del Ministero del Lavoro, allo scopo di distribuire i fondi tra le regioni in modo più coerente con i bisogni reali presenti sul territorio.
I nuovi criteri non sostituiscono quelli già esistenti, ma per i tre anni (2024–2026) saranno usati insieme ai criteri previsti dal decreto del 23 novembre 2016.
L’80% dei fondi viene attribuito secondo parametri già in uso, mentre il restante 20% tiene conto del numero di persone con disabilità grave tra i 18 e i 64 anni che vivono in famiglia, da sole o in strutture, sulla base dei dati ISTAT e INPS.
Qui sotto, gli importi per ogni Regione:

Quali interventi saranno finanziati
Le risorse del Fondo sono destinate principalmente a sostenere percorsi di autonomia e inclusione sociale.
Tra gli interventi previsti:
- progetti per l’uscita dal nucleo familiare di origine;
- soluzioni abitative alternative come gruppi appartamento e co-housing;
- soggiorni temporanei fuori casa per favorire l’indipendenza;
- servizi che riproducono condizioni di vita simili a quelle familiari.
Una quota pari a 15 milioni di euro è riservata in modo specifico alle situazioni di maggiore fragilità.
Il ruolo delle Regioni e la programmazione
Le Regioni hanno il compito di pianificare l’utilizzo delle risorse, definendo modalità operative e priorità di intervento. La programmazione dovrà includere: il contesto territoriale e l’integrazione sociosanitaria; i criteri di individuazione dei beneficiari; i servizi attivati e le risorse allocate; i sistemi di monitoraggio dei progetti.
È inoltre previsto il coinvolgimento delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, per garantire interventi coerenti con i bisogni reali.
Quando arrivano i fondi
L’erogazione avverrà da parte del Ministero del Lavoro, che verificherà entro 30 giorni la coerenza dei programmi regionali con gli obiettivi del Fondo. Solo dopo questa valutazione le risorse saranno trasferite alle Regioni, permettendo l’avvio concreto degli interventi sul territorio.
Redazione








