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CALCOLATRICI E FOGLI DI CALCOLOIl Governo decide di ricorrere al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar Lazio che hanno dichiarato illegittimo inserire tra le voci del reddito nel calcolo Isee anche le provvidenze assistenziali

La questione Isee continua a tenere banco. La novità è che il Governo si rivolgerà al Consiglio di Stato contro le sentenze emesse dal Tar del Lazio che avevano stabilito l'illegittimità dell'inserimento dei contributi quali pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento nel computo reddituale dell'ISEE.


La vicenda nasce con la novità che aveva spiazzato - e allertato - tutti,  di un computo, nel calcolo del reddito ai fini Isee, dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche. La conseguenze diretta era stata un'alzata di scudi da parte delle principali associazioni di persone disabili, con l'avanzamento di un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio. Tar che aveva appunto dato ragione ai ricorrenti, con tre sentenze che ribaltavano la norma, creando tra l'altro un momento di stallo e confusione attuale sulla validità delle dichiarazioni già presentate e da presentare.

Ora, la notizia è che il governo ricorrerà al Consiglio di Stato contro queste sentenze del Tar. Le reazioni a questa decisione non si sono fatte attendere. La più critica, quella dei Deputati in commissione Affari Sociali del Movimento 5 Stelle, che qualche giorno fa hanno dichiarato: "Con la decisione di Palazzo Chigi di ricorrere al Consiglio di Stato, rispetto alle tre recenti sentenze del Tar, che hanno negato la possibilità di inserire tra le voci del reddito per il calcolo dell'Isee anche le provvidenze assistenziali, Renzi e il ministro Poletti hanno finalmente chiarito che dei cittadini disabili non importa nulla. Anzi, vanno vessati in nome della quadratura di conti e bilanci".  Continuano i 5 Stelle:  "Secondo quanto appena affermato dal sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, 'le misure agevolative in favore dei soggetti disabili e delle loro famiglie' dovranno tenere conto 'degli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica'. E per questa ragione adesso ricorrono al Consiglio di Stato: un altro schiaffo di Renzi e del Pd al grado di civiltà di questo Paese".  Concludono i Deputati eel M5S : "Dopo aver presentato una risoluzione in commissione per chiedere al governo di rispettare la sentenza del Tar, continueremo nella battaglia in difesa delle fasce deboli attraverso altri atti e iniziative. Nel frattempo, quando i cittadini disabili scenderanno in piazza per chiedere il rispetto dei loro diritti, è meglio che dal Pd e compagnia non si facciano vedere".

TAVOLO DI MONITORAGGIO E CORRETTIVI - Più costruttivo il commento delle associazioni delle persone disabili. In una nota, Franco Bettoni, Presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) dichiara:  "Ci auguriamo che, al di là del mero accoglimento formale delle sentenze del TAR del Lazio, il tavolo di monitoraggio previsto dal decreto di regolamentazione dell'ISEE possa iniziare a lavorare al più presto al fine di introdurre ed attuare tutti quegli interventi correttivi delle modalità di determinazione dell'Indice che possano garantire una reale giustizia sociale".
"Prendiamo atto che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una nota del 12 aprile, ha ufficializzato che il Governo sta predisponendo il ricorso al Consiglio di Stato, previa richiesta di sospensiva, contro le sentenze del TAR Lazio n. 2454/2015, 2458/2015, 2459/2015, ma resta il fatto che tali sentenze - afferma il Presidente della FAND - hanno dichiarato l'illegittimità di due norme del regolamento recato dal D.P.C.M. 159/2013, cioè l'articolo 4, comma 2, lettera f) nella parte in cui inserisce nel computo della Situazione Reddituale i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, nonchè l'articolo 4, lettera d), numeri 1, 2 e 3, nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie per i soli minorenni".
"Allo stato attuale - conclude Bettoni - visto il prevedibile e generale disorientamento applicativo, oltre ad attendere la decisione del Consiglio di Stato anche in merito alla richiesta di sospensiva delle sentenze, il ministro Poletti potrebbe tener fede all'impegno assunto con le rappresentanze sindacali e di categoria, compresa la FAND, circa l'avvio quanto prima del tavolo di monitoraggio previsto dal decreto di regolamentazione dell'ISEE, per valutare anche eventuali ipotesi correttive".

Sulla stessa linea Vincenzo Falabella, presidente FISH : "Ci auguriamo che gli interventi correttivi dell'ISEE non si limitino al mero accoglimento delle sentenze del TAR e alla loro razionalizzazione, ma che riprendano anche le indicazioni a suo tempo espresse e rimaste inevase, quali - ad esempio - la considerazione, magari in termini di maggiorazioni nelle scale di equivalenza, del peso del lavoro dei caregiver, oppure una ancora maggiore della reale spesa derivante dalla condizione di disabilità che, come andiamo ripetendo da anni, è uno dei principali elementi di impoverimento. Da non dimenticare l'importanza di elementi che rendano più stringente l'omogeneità applicativa nelle diverse regioni e territori."

In disabili.com:

ISEE e disabilita' in Lombardia. I Comuni ascoltino le associazioni

Per approfondire


Sentenza TAR Lazio, Sezione I, n. 2454/2015

Sentenza TAR Lazio, Sezione I, n. 2458/2015

Sentenza TAR Lazio, Sezione I, n. 2459/2015


Redazione