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martellettoSul sito dell' Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori una sezione interamente dedicata alla questione

Quella delle rette a carico dei famigliari, per le spese di ricovero di pazienti in Rsa (Residenza Assistenziale Sanitaria), è una questione spinosa, che talvolta - spesso, per la verità - si aggira sul terreno dell'illegittimità . Sulla stessa ritorna l'Aduc - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori - che da tempo si batte per l'applicazione della legge in questo ambito. Ed è proprio l'Aduc, sul suo sito, a ricordare la sentenza del Tribunale di Firenze col quale si definiscono illegittimi i 'contratti' con cui i parenti dei pazienti ricoverati in Rsa vengono costretti ad assumersi l'onere del pagamento delle rette che invece dovrebbero per legge sostenere i Comuni.

LA VICENDA - Tutto nasce dalla vicenda di una signora toscana, i cui genitori anziani non autosufficienti, erano stati ricoverati preso una Residenza Sanitaria Assistenziale nel Comune di Borgo San Lorenzo. Al momento del ricovero, alla signora era stato sottoposto una sorta di "contratto", col quale lei si impegnava a pagare una retta per il ricovero. Firmato - per procedere al ricovero stesso - alla donna era stato in seguito ingiunto dal tribunale una somma da pagare di oltre 8 mila Euro. A questo punto la donna si è rivolta al Tribunale, che le ha dato ragione, affermando come questo tipo di "contratto" non abbia valore.

LA SENTENZA - Il Tribunale ha dunque deliberato che  la materia non può esser regolata tramite "contratto" , poiché si tratta di norme pubblicistiche che stabiliscono modi e criteri di ripartizione dei costi di degenza fra enti pubblici e cittadini, e che dunque non si possono gestire "privatamente". Inoltre, la sentenza ricorda come, anche se a erogare il servizio sia una struttura privata convenzionata allo scopo, è sempre comunque l'ente pubblico il soggetto che garantisce tale prestazione, poiché il soggetto ne ha diritto.

STRUTTURE PRIVATE - Molto spesso, le strutture private che gestiscono questo servizio per conto dei Comuni, fanno sottoscrivere questa sorta di "contratti", anche se in realtà si tratta di un diritto del paziente, erogato dal servizio sociale del suo Comune. E' dunque cruciale il punto della sentenza in cui si sottolinea l'illegittimità di questi "contratti" anche nel caso di Rsa in strutture private convenzionate. Come si legge nel testo, "La gestione del servizio pubblico affidata per convenzione ad una struttura assistenziale privata, anziché resa direttamente dall'ente pubblico, non fa tuttavia mutare la natura del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione e quindi, questo servizio, che è sicuramente pubblico per antonomasia, non perde tale caratteristica solo perché offerto dalla struttura privata convenzionata con l'ente pubblico territoriale e con la Ausl".

COSA DICE LA LEGGE - Come funziona, dunque, il pagamento delle rette per ricoveri in Rsa? A regolamentare la cosa è l'articolo 25 della legge 328/2000, col quale si dà attuazione alla normativa ISEE che garantisce l'assistenza gratuita per i soggetti più deboli in caso di ricovero in case di riposo, o Rsa (Residenze sanitarie assistenziali). La legge dice che le rette  di ricovero sono a carico per il 50% del Sistema Sanitario nazionale, e per il restante 50% a carico dei Comuni, con l'eventuale compartecipazione dell'utente, a seconda del suo reddito fiscalmente imponibile.
Stante la legge, però, Aduc ricorda come alcune Regioni (vedi Veneto e Toscana) abbiano legiferato approvando norme che, di fatto, scaricano su utenza e parenti i costi delle prestazioni.

L'AZIONE DELL'ADUC - l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) è molto presente su questo fronte, e ricordiamo  a tutti i nostri lettori che sul sito dell'associazione si trova una sezione interamente dedicata alla "questione Rsa", in cui si possono trovare utili link con i riferimenti normativi, la casistica giurisprudenziale, suggerimenti, modulistica e contatti in caso di richiesta di rimborso.

Per approfondire:

Aduc - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori


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Francesca Martin