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soldiNovità previste nei sistemi di fornitura delle ASL, ma anche interventi sul fronte delle pubbliche amministrazioni

Sono, questi, giorni in cui a tutti gli italiani vengono richiesti grossi sacrifici per  far sì che il Paese non scivoli in una dimensione di non ritorno economico. Il Governo è quindi impegnato in una serie di azioni volte ad arginare questo processo, nel tentativo di far quadrare i conti, o perlomeno non farli peggiorare. Parola d'ordine di questi giorni, sentita su tutti i tg e letta sui quotidiani, è "Spending review", letteralmente "revisione della spesa", tradotto: ottimizzazione delle spese sostenute dallo Stato, affinchè  i soldi bastino.

Ma perché ancora rigore e tagli? Tre in particolare gli obiettivi da centrare con l'ottimizzazione della spesa: in primis, il più importante, evitare di dover aumentare l'Iva a partire da ottobre (+ 2 punti per l'iva del 4% e del 21%). Secondo obiettivo: tenere sotto controllo il deficit del nostro paese, cercando di arrivare a un indebitamento dell'1,7% del Pil per il 2012. Infine,  trovare i fondi da devolvere, insieme ad altre spese inderogabili,  all'emergenza terremoto in Emilia Romagna.  Secondo i piani, dovrà essere messo in campo entro l'inizio di luglio un pacchetto di provvedimenti che dovrebbero riuscire a portare alle casse dello stato  tra i 6 e i 7 miliardi entro la fine del 2012.

Per centrare questi importanti obiettivi di spesa, il commissario alla spending review, Enrico Bondi, sta quindi mettendo a punto una serie di provvedimenti. Per quanto riguarda la Sanità , il piano per i risparmi prevede innanzitutto una riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero, tra cui Croce Rossa e  Istituto Superiore di Sanità , per poi entrare nel dettaglio con la definizione di un decreto elaborato di concerto col Ministro Balduzzi. Il tutto con l'obiettivo di tagliare gli sprechi fino a 4 miliardi.

Quattro miliardi di euro che Bondi intende ottenere in primis dalla introduzione di un sistema per ridurre gli sprechi attraverso una ridefinizione delle procedure delle Asl per l'acquisto di forniture. Secondo quanto dichiarato, non sono previsti tagli per quella che è una voce di spesa da 34 miliardi di euro.
Le altre misure che dovrebbero interessare la Sanità , l'aumento della spesa farmaceutica ospedaliera di un +1,2% rispetto alla spesa complessiva per i farmaci, ma con una contemporanea diminuzione del tetto alla spesa territoriale. A questo si aggiungerebbe  anche una forma di compartecipazione delle imprese per far fronte a eventuali sforamenti.

Ovviamente tutti i ministeri sono stati chiamati a fare la loro parte per  proporre un piano di tagli strutturato. Tra le altre azioni per  far quadrare i conti, insieme alla considerevole diminuzione delle Province, si paventano anche interventi sul pubblico impiego, oltre a un programma di ottimizzazione della spesa nella Pubblica amministrazioni, riguardanti consumi elettrici, riscaldamento e telefono, come pure alcune misure di intervento sulle pensioni d'oro nel pubblico.

Insomma, si preannuncia un'estate con non poche gatte da pelare per il Governo italiano.


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Francesca Martin