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"Salve, sono Donato Parrino un vostro assiduo navigatore.
E' finalmente uscita la sentenza che, dopo 8 anni di battaglie legali, ha dato ragione alla mia famiglia e torto al condominio che ci ha fatto causa perchè parcheggiavamo il camper nel cortile: il "Regolamento" vietava la sosta e non teneva conto dei disabili muniti di contrassegno. Io ho lottato contro questa ingiustizia che negava un diritto non solo a mio figlio ma a tutti i disabili che si trovavano nella nostra situazione. Così, grazie ai miei Avvocati Pierfranco Massia e Mario Ostorero, che coraggiosamente hanno assunto le mie difese, si è giunti alla lieta conclusione (speriamo che il condominio non voglia ricominciare per la 4°volta!).
L'articolo è uscito sulla 'Stampa' di Torino". Il 10 febbraio 2002.

E noi lo pubblichiamo: eccolo!

IL MEZZO E´ ATTREZZATO PER PORTARE REGOLARMENTE IL RAGAZZO, GRAVEMENTE MALATO, IN UN CENTRO SPECIALIZZATO DI FIRENZE

Otto anni per posteggiare il camper in cortile

La guerra di William è durata otto anni e tre processi. Nell´ultimo, pochi giorni fa, il giudice ha dato piena ragione ai suoi genitori. Che sperano sia tutto finito, ma non è detto. Contro di loro c´è il condominio in cui vivono, che li ha trascinati in giudizio tre volte, e potrebbe continuare la lite. Una guerra che ruota intorno a una ben piccola, in sé, questione. Il diritto di parcheggiare in cortile. William di cognome fa Parrino, e ha quasi 18 anni. La sua malattia genetica, rarissima, è la "Sindrome di Angelman". Ha un´aspettativa di vita ridotta: per i medici, non supererà i trent´anni. Non parla, è epilettico, ha una grave scoliosi e un deficit mentale tremendo, anche se sorride moltissimo. Abbraccia e bacia continuamente la madre Nadia e il padre Donato, e gioca con i suoi pupazzi e i suoi peluches apparentemente beato. Per lui, i genitori non possono acquistare giocattoli adatti a bimbi sopra i tre anni. I mobili della sua cameretta hanno spigoli arrotondati e bordi ricoperti di gomma. Un meccanismo blocca-tapparella evita che si ghigliottini. Pannelli di legno alle porte, per evitare che vadano in frantumi i vetri. Inutile dire che non può star solo nemmeno un minuto.
La guerra con il condominio di strada del Drosso 128/3 parte nel `94. Pietra dello scandalo, il camper che i genitori usavano per portarlo a Firenze, in un centro ospedaliero specializzato per la sua malattia. "Accompagnavo mia moglie e William la domenica, e tornavo a prenderli dopo una settimana. La notte dormivamo sul camper, dove avevamo ricostruito la cameretta di William. Se sta lontano dalle sue cose, si agita moltissimo. Va in confusione al punto di rischiare le crisi convulsive. Ci hanno spiegato che dopo mezz´ora di convulsioni può andare in coma, e morire". Il camper, troppo grosso per il box, i
Parrino volevano parcheggiarlo in cortile, com´è accaduto dall´88 al `94, anno in cui s´è deciso di far applicare il regolamento di condominio che consente la sosta solo per carico e scarico. Poiché i Parrino non possono avere la piazzola riservata ai portatori di handicap sulla strada, dove c´è una fermata dell´autobus e la sosta è vietata tutto l´isolato, hanno chiesto di modificare il regolamento, e hanno continuato a posteggiare in cortile. A questo punto scoppia la guerra. Il condominio li cita in giudizio. Il pretore dà torto a Donato Parrino, ma non lo condanna a pagare anche le spese processuali. Il condominio non s´accontenta. Presenta appello per ottenere anche le spese. I legali dei Parrino, Pierfranco Massia e Mario Ostorero, a quel punto contrattaccano. Ottengono l´annullamento della prima sentenza per un vizio di forma. Ma, per la terza volta, il condominio decide di insistere, e di dar vita a un nuovo processo. Questa volta il giudice, Roberto Barone, capovolge il primo verdetto. Pochi giorni fa, dichiara nullo il regolamento di condominio, nella parte che non prevede eccezioni per la disabilità di William. I Parrino, cioè, hanno diritto, e solo loro, a parcheggiare in cortile. E i condomini dovranno pagare pure le loro spese di giudizio. I genitori di William, nel frattempo, hanno venduto il camper, che William aveva imparato ad aprire dall´interno, e acquistato un´auto che consente il blocco di portiere e finestrini. Ieri, dopo la decisione del giudice, la monovolume era piantata in cortile come una bandiera. Le ragioni di tanto accanimento da parte del condominio, per gli abitanti della casa vanno ricercate "Nell´atteggiamento del padre, che, anziché chiedere, pretende, con arroganza, di violare le regole". Incontrando i genitori di William, sembrano persone molto gentili e civili. Vien da pensare, però, che se anche avessero trasceso qualche volta, la loro disgrazia è così grande che andrebbero compresi.
Giovanna Favro