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disabili al lavoroLe testimonianze di cinque imprenditori che hanno assunto ragazzi con Sindrome di Down

 

Nella giornata dedicata ai lavoratori, proviamo a considerare il lavoro nel suo essere non solo fonte di sostentamento necessaria, ma anche conquista di una autonomia e di un inserimento nell’ambiente sociale: cose che rappresentano l’impalcatura di una vita completa.
Sottolineiamo questi aspetti, ricordando che per le persone con disabilità il lavoro è troppo spesso ancora una meta che non si raggiunge: quando si guardano le cifre del lavoro e disabilità, si prova uno scoramento.
Gli esempi positivi però esistono, le leggi pure, e talvolta è la buona volontà dei singoli a fare la differenza, provando a dare fiducia, e facendo quel primo passo fondamentale che è  superare alcune barriere mentali.

 

Come abbiamo avuto modo di dire anche di recente, dare un lavoro a un ragazzo, una ragazza, un uomo, una donna con disabilità intellettive, come la Sindrome di Down, è possibile, e lo si può fare con soddisfazione da ambo le parti: questo, facendo leva sulle qualità residue dei soggetti, sulle loro capacità e sulle predisposizioni personali. A confermarlo  sono anche cinque imprenditori italiani che hanno assunto nell’ultimo anno altrettante persone con Sindrome di Down, e che ci hanno “messo la faccia”, nel breve spot #PrimoMaggio 2015, che l’Associazione Italiana Persone Down dedica al tema.

 

Ad essere stati assunti  sono  Matteo, Annachiara, Claudia, Enrico e Matteo, lavorano a Roma, Pisa, Oristano, Mantova e Reggio Calabria, impegnati in lavori e contesti diversi: una mensa scolastica, un fast food, un ufficio stampa, un supermercato, una segreteria. Mansioni semplici, ma reali e ben organizzate.
C’è chi è stato assunto perché è bravo a riordinare, chi perché, grazie al suo carattere, fa apprezzare la leggerezza delle cose semplici, chi perché è un bravo fotografo e chi perché, oltre a svolgere bene la propria mansione, crea al contempo un ambiente allegro e armonioso.

 

 

Cinque casi che ci dimostrano come, volendo, sia possibile. A crederci fortemente è, in questo caso, l’AIPD, impegnata in progetti volti a favorire percorsi di inserimento lavorativo e di formazione per persone Down. Abbiamo ad esempio parlato del progetto Lavoriamo in rete – percorsi di inserimento lavorativo nei territori del Sud”, rivolto a persone con Sindrome di Down che si sta svolgendo per incrementare l’occupazione di queste persone (il progetto ne coinvolge 35) in particolare nel meridione e nelle Isole, dove la disoccupazione si fa sentire con maggiore forza.
L’appello di AIPD è quindi al considerare come potenziali lavoratori le persone con Sindrome di Down le quali, una volta terminato il percorso scolastico, spesso sono costrette a rimanere a casa per mancanza di sbocchi lavorativi.
Che il primo maggio sia un giorno di festa anche per loro, in un futuro speriamo non così lontano.


Per info:

aipd.it
www.fondazioneconilsud.it


In disabili.com:

 

Disabilita' e nuove imprese: un connubio promettente

 

Esperto lavoro disabili

Redazione