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La Città Metropolitana ha messo a disposizione solo parte dei 10 milioni di euro disponibili. Ledha, Amnil, Legacoop, Confcooperative e Anffas Milano chiedono un rapido intervento per risolvere la situazione

Nonostante le numerose sollecitazioni poste dalle associazioni di tutela delle persone con disabilità, si riscontra ancora un gravissimo ritardo nell’avvio e messa a disposizione delle risorse del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili sul territorio di Città Metropolitana attraverso il Piano Emergo. Così apre la nota stampa di LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità, insieme ad Anmil Milano Onlus, Legacoop e Federsolidarietà confcooperative, di cui pubblichiamo il comunicato stampa.

I fondi complessivi previsti, circa 10 milioni di euro che hanno natura privata in quanto derivanti “…dalla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge ed i contributi versati dai datori di lavoro ai sensi della presente legge, nonché il contributo di fondazioni, enti di natura privata e soggetti comunque interessati “(art 14, legge 68/99 comma 3), non sono ancora disponibili per le persone con disabilità e per il loro diritto all’accompagnamento, inserimento e mantenimento del posto di lavoro.

A oggi, grazie all’attivazione di azioni di sensibilizzazione delle associazioni, è stata messa a disposizione da parte di Città Metropolitana una quota del 30% delle risorse destinate ai percorsi di inserimento (circa 1.200.000 su 10 milioni di euro complessivi) e una quota del 50% sul mantenimento (circa 620.000 euro).

Comprendendo gli sforzi dei dirigenti del settore lavoro di Città Metropolitana per la riorganizzazione degli uffici dovuti al riassesto previsti dalle normative nazionali in tema di politiche attive del lavoro e ridefinizione delle competenze delle Province, non si comprende tuttavia la motivazione per cui le risorse attualmente presenti e destinate specificamente alle attività del Piano Emergo non vengano messe completamente e immediatamente a disposizione per i servizi rivolti alle persone con disabilità dagli uffici che ne gestiscono la materia.

In considerazione del fatto che le risorse economiche del Fondo ripartite a Città Metropolitana sono disponibili e che è necessario che gli uffici preposti possano essere in grado di gestirle, è necessario un rapido intervento che consenta alle persone con disabilità di accedere immediatamente ai servizi di cui, per legge, sono titolari.

I cambiamenti normativi in atto sulle politiche attive del lavoro con il conseguente  riassestamento delle strutture preposte allo svolgimento dei compiti previsti dalla legge 68/99, non possono essere motivo di giustificazione di una gravissima violazione dei diritti delle persone con disabilità.

Considerando che tale quota deve coprire il 2016, si richiama urgentemente le istituzioni a operare in modo che le 1.300 persone con disabilità coinvolte possano avere la garanzia di esercitare un proprio diritto.
accessibili”.


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Redazione