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Racconta Emina del suo stage: "Credo di aver dimostrato a tutti che se sei pronto a rischiare, a sperimentare, e soprattutto se trovi persone che sono pronte ad aiutarti perché anche tu senta l’emozione di aver raggiunto un traguardo, la disabilità non è un limite, anzi"

Parliamo spesso, in queste pagine, delle carenze e delle lacune che il mondo del lavoro purtroppo registra ancora, sul fronte inclusione e disabilità.  
Lo stesso nodo dell’alternanza scuola-lavoro è un punto cruciale dove solitamente le criticità fanno pendere il piatto della bilancia verso un estremo poco confortante. Ma anche per questo oggi pubblichiamo, ancora con maggiore soddisfazione, la testimonianza di una ragazza con disabilità che ha voluto raccontarci la sua positiva esperienza di stage.
L’esperienza di Emina è stata positivamente segnata dall’aver avuto un tutor in grado di accogliere le sue esigenze senza farne motivo di problema: cosa che l’ha fatta sentire parte di un gruppo e l’ha motivata a credere in se stessa, fornendo in questo modo un esempio di come la persona con disabilità possa essere messa a parte di un gruppo di lavoro con proficua soddisfazione per entrambe le parti.

Emina, che per una paralisi cerebrale ha una diparesi spastica asimmetrica, e frequenta la terza superiore, si presenta così: "Sono una ragazza disabile e una settimana fa ho fatto uno stage a Rimini dove ho incontrato una persona speciale - il mio tutor - che mi ha fatto capire che la disabilità non per forza è un ostacolo e che puoi essere uguale a tutti.

Emina e GiuseppeQuest’anno il nostro istituto per il turismo “Francesco Da Collo” (di Treviso) ha deciso di collaborare con un’agenzia di animazione turistica, la “Jolly Animation”, per offrire a noi ragazzi di terza la possibilità di fare un’esperienza di alternanza scuola-lavoro. I miei compagni avevano paura di quello che avrebbero dovuto fare, io invece avevo paura di come gli animatori sarebbero riusciti a modificare le attività per non escludermi dal gruppo. Questa probabilmente è la paura di ogni ragazzo con disabilità che deve affrontare esperienze di questo tipo.

Io però ho avuto anche fortuna: fortuna di incontrare Giuseppe, il responsabile mini club con cui ho lavorato. Lui da subito si è mostrato disponibile a modificare ogni attività proprio per farmi sentire parte di un gruppo. Trovandomi un tutor così, per la prima volta posso dire di non essere stata esclusa in nessun modo, di aver potuto provare tutto, ma anche di essermi dimenticata di essere disabile.

Credo di aver dimostrato a tutti che se sei pronto a rischiare, a sperimentare, e soprattutto se trovi persone che sono pronte ad aiutarti perché anche tu senta l’emozione di aver raggiunto un traguardo, la disabilità non è un limite, anzi, ti dimentichi proprio di averla. Io questa fortuna l’ho avuta incontrando Giuseppe, persona che a volte soltanto con delle frasi, a volte facendomi provare attività nuove, mi ha fatto riacquistare il coraggio di affrontare tutto, anche se in un primo momento può sembrare un mondo sconosciuto e impossibile, dandomi così le basi per migliorare. A volte solo pronunciando delle frasi che sono diventate la mia base per ripensare su alcuni aspetti;  frasi che userò in tutti i momenti in cui forse avrò il dubbio di riuscire a raggiungere un traguardo. Frasi che io sicuramente non dimenticherò mai.

Questo è il motivo per cui posso dire di aver fatto uno stage speciale che mi ha fatto conoscere il mondo dell’animazione. Ma conoscendo questo mondo ho conosciuto anche una persona speciale.

Spero che tutti i ragazzi con disabilità che mettono in dubbio il fatto di essere in grado di raggiungere un traguardo o avverare un sogno, vedendo la loro disabilità come un ostacolo, possano incontrare un giorno persone cosi, perché da quel momento la disabilità non sarà più un punto di debolezza, ma diventerà quello che ci dà la forza di affrontare tutto."

In disabili.com:
Alternanza scuola lavoro e disabilità: a che punto siamo?


Francesca Martin

Nella foto: Emina insieme al suo tutor, Giuseppe