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lavoro-helpCreare una rete di aziende “virtuose” aperte a tirocini per persone Down, come il progetto OMO, ha il vantaggio anche di far migliorare prestazioni e immagine pubblica per le strutture stesse

 

L'inclusione lavorativa delle persone con disabilità è sempre un argomento spinoso, non solo per il momento di crisi, ma anche per le problematiche che il soggetto può incontrare nel corso del processo di avvicinamento ed entrata nel mondo del lavoro. Parallelamente, l’essere occupati rappresenta una realizzazione individuale importantissima, tanto più in alcuni casi di disabilità intellettive. Per quanto riguarda la Sindrome di Down, secondo un'indagine di Censis il 31% delle persone con trisomia 21 è impiegato nel mercato del lavoro (dati 2014), la maggior parte di loro con un contratto part-time e a tempo indeterminato. Il 31% è una cifra limitata e limitativa che ci deve spingere a fare di più. Ultimamente molte sono le iniziative organizzate, anche a livello europeo, che cercano momenti di inclusione per le persone Down al di fuori delle assunzioni per obbligo di legge.

In questa direzione si muove “Omo, on my own...at work” che è progetto internazionale, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Erasmus + Key Action 2 (Cooperation for innovation and the exchange of good practices - Strategic Partnerships) che prevede la formazione nel settore alberghiero di giovani cittadini europei con sindrome di Down per favorirne e migliorarne il processo di apprendimento e promuovere una società inclusiva.


La prima fase sperimentale, che permette a quattro ragazzi (tra i 21 e i 23 anni) di effettuare un tirocinio  in una struttura alberghiera, è appena iniziata in Portogallo presso l'Axis Hotéis & Golfe di Porto. Mentre in Italia la stessa esperienza è stata intrapresa lo scorso 9 marzo presso l'Hotel Melià Aurelia Antica di Roma,  in cui è stata ospitata la docu-fiction “Hotel 6 stelle” che ha avuto il pregio di portare in tv visibilità alla persona con Sindrome di Down in un contesto sociale, e in questo mostrarne le potenzialità anche sotto un profilo lavorativo.

 

Il progetto prevede la creazione di una rete europea di "hotel amici" che, in accordo con gli enti di formazione ed educazione professionale, ospiteranno con periodicità presso le proprie strutture stage ed esperienze lavorative per persone con Sindrome di Down. Il processo formativo verrà organizzato secondo regole di qualità, con l'applicazione di un apposito codice di condotta e di strumenti educativi innovativi, in sostegno dei tutor degli alberghi, con video dimostrativi e risorse  interattive per supportare le mansioni assegnate e agevolare l'acquisizione delle conoscenze e competenze da parte dei ragazzi. Gli alberghi che aderiranno alla rete, come incentivo alla partecipazione, riceveranno un marchio che li identificherà come partner del progetto. Cosa che, aggiungiamo noi, sarà, per le stesse strutture, anche tratto che contraddistingue un impegno concreto verso la promozione dei diritti e dell'inclusione lavorativa e sociale.

 

Avviato ufficialmente nel settembre del 2014, il progetto avrà una durata di 36 mesi. Tra i partner già attivi in questo progetto, l'Associazione Italiana Persone Down come capofila, Edsa – European Down Syndrome Association, Fondazione Adecco Italia, Fundacion Adecco , Appt 21 – Associação Portuguesa de Portadores de Trissomia 21, Axis Hotéis & Golfe Group, Sol Melià Italia, Università di Bologna Alma Mater e Università di Roma Tre.

 

In disabili.com:

 

Avviamento al lavoro delle persone disabili, il progetto dell’Associazione Italiana Persone Down

 

Una agenzia di disabili per il lavoro dei disabili. Il successo di Jobmetoo

 

Redazione