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job actPotranno cedere le proprie ore sia i dipendenti privati che quelli pubblici

 

La Commissione Lavoro del Senato ha approvato l’emendamento presentato dalla Lega Nord al testo del “Jobs Act” che prevede che ciascun lavoratore possa cedere i giorni di riposo in più al collega, madre o padre, che ha un figlio minore malato o disabile. I giorni ceduti, prevede il testo, saranno eccedenti a quelli previsti dal contratto nazionale.
Il testo dell'emendamento prevede il "riconoscimento, compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali e alle ferie annuali retribuite, della possibilità di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore con necessità di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute". Il provvedimento consentirà quindi a tutti i dipendenti, sia del pubblico che del privato, di regalare giorni di riposo, ad esempio, ad un collega con un figlio affetto da una grave patologia o da handicap.

 

Due quindi i “requisiti” richiesti per accedere a questa nuova possibilità, ispirata al modello francese: per il “donatore”, la condizione è che abbia ferie “eccedenti” rispetto al contratto nazionale di riferimento; per il “ricevente”, che abbia un figlio minorenne gravemente malato o disabile e bisognoso di cure costanti”.

 

Se in Italia le ferie solidali rappresentano un inedito, altrove sono già realtà. È il caso per esempio dei nostri vicini transalpini, che pochi mesi fa ha introdotto nel suo ordinamento una norma praticamente identica. In Francia, la cosiddetta Legge Mathys, è nata in omaggio ad un bambino di 10 anni malato di tumore. I colleghi del papà di Mathys Germain, che aveva esaurito tutte le sue ferie e i permessi per curarlo, organizzarono una colletta dei giorni di riposo arretrati per permettergli di stare accanto al figlio fino all'ultimo. Mathys morì il 31 dicembre del 2009. Ma anche in Italia c'è stato un precedente: in Toscana una donna, conducente di autobus in provincia di Pisa, che aveva terminato ferie e permessi a causa di una grave malattia, si è vista regalare dai suoi colleghi oltre 250 giornate retribuite che le hanno permesso di curarsi fino al suo rientro la primavera scorsa.

 

In questo contesto, alla grande soddisfazione espressa dalla senatrice Emanuela Munerato, presentatrice dell’emendamento, fanno da contraltare le parole di Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento nazionale famiglie disabili, che accusa lo Stato di continuare “pilatescamente a lavarsi le mani e, invece di dare risposte istituzionali a diritti fondamentali, sollecita la beneficenza” e raccoglie il sostegno di molti familiari di disabili.

 


PER APPROFONDIRE:

 

Testo completo del Jobs Act

 

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Alessandra Babetto