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INAIL logoSe per gli uomini le morti sul lavoro sono in calo (-4,4%) il trend è nettamente sfavorevole per le donne (+15,4%)

Sono dati in generale confortanti, quelli che arrivano dall’Inail, secondo le cui stime preliminari, nel 2011 ci sarebbero stati 50mila infortuni in meno sul lavoro, rispetto al 2010. Le denunce pervenute all’istituto sono state 726mila, con un meno 6,4% rispetto all’anno scorso, quando furono 775.669. Nonostante quindi un buon andamento (le morti sul lavoro nel 2011 sono state calate del 4,4%, con 930 vittime), il fenomeno degli infortuni in Italia rimane grave e drammatico, in particolare per quanto riguarda le donne, per le quali invece la tendenza è purtroppo inversa.


GLI INFORTUNI IN ITALIA ‑¬â€˜
la diminuzione degli infortuni nel corso del 2011 si è verificata generalmente su tutto il Paese, dove il risultato migliore si è registrato nelle regioni del Sud, che fanno segnare un -8,1% rispetto all’anno precedente,a fronte peraltro di una lieve ripresa occupazionale (0,2%). Nord e Centro hanno invece visto una diminuzione degli incidenti del 6%; dati che vanno letti considerando anche i dati occupazionali (-0,1% per il Centro e +0,7% per il Nord)

INFORTUNTI E SETTORI DI ATTIVITA’ - Secondo i dati dell’Inail, un po’ su tutte le attività economiche si sono registrate diminuzioni degli infortuni: il risultato migliore si è avuto nell’Industria, con un -9,9% di casi registrati, in presenza di un calo occupazionale dello 0,6%, seguita dall'Agricoltura (-6,3%) - dove la diminuzione degli  occupati secondo l’Istat è stata dell'1,9% - e dai Servizi (-4,2%), caratterizzati invece da un aumento degli occupati dell'1%. Nelle costruzioni, dove il calo Dell’occupazione è stato del 5,3%, si è registrato un 11% in meno di infortuni.

LE MORTI SUL LAVORO - Per quanto riguarda le morti sul lavoro, la contrazione maggiore si è registrata nel settore dei Servizi (-8,8%); segue poi l’Industria, che si attesta su un -2,1%. Trend invece negativo, con una crescita di tre decessi rispetto al 2012 per l’Agricoltura, con un +2,7%. Anche in questo caso, il risultato migliore è quello registrato al Sud, dove i casi mortali sono diminuiti di un significativo 10,2%. Segue il Centro con -2,5% e il Nord, con un calo dell’1,1%

DONNE IN CONTROTENDENZA ‑¬â€˜ Gli infortuni sul lavoro sono stati minori rispetto allo scorso anno sia per gli uomini che per le donne. In particolare gli uomini ‑¬â€˜ per i quali c’è stato un + 0,4% degli occupati ‑¬â€˜ gli infortuni sono calati del 6,8%, contro un 5,5% del sesso femminile, che però ha visto un +1,2% di occupazione. Quello che invece preoccupa è il dato delle morti sul lavoro, dove spicca la percentuale delle lavoratrici, con un dato in aumento, anziché diminuzione. Nel 2011 i decessi femminili sono aumentati del 15,4%, passando dai 78 del 2010 ai 90 del 2011.

IL COMMENTO DELL’ANMIL ‑¬â€˜ Di fronte a questi dati, il Presidente dell’ANMIL(Associazione nazionale Mutilati e Invalidi del Lvoro) Franco Bettoni ricorda come sia comunque necessario non abbassare la guardia: €˜Se il dato sotto quota 1000 per il conteggio dei lavoratori che muoiono a causa di un infortunio può sembrare confortante, resta indispensabile andare al di là del numero e analizzarli con attenzione: le percentuali su numeri così bassi fanno più scena che effetto  e in tempi di crisi non si può restare indifferenti a numeri che mettono alle strette l’impegno che vede invece il settore industriale in grave difetto‑¬. In particolare, ricorda ancora Bettoni. ‑¬â€˜ (‑¬¦) €˜come Associazione di vittime sottolineiamo la totale distrazione verso l’inadeguata tutela delle centinaia di migliaia di lavoratori infortunati allorché il Testo Unico infortuni resta un caposaldo per il riconoscimento degli indennizzi e laddove la presa in carico dell’infortunato resta un obiettivo fantasma‑¬.

 
Per approfondimenti:

Infografiche infortuni sul lavoro 2011.

www.inail.it

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DONNE, LAVORO E DISABILITA’: FACCIAMO IL PUNTO


Francesca Martin

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