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Gestione della disabilità sul luogo di lavoro: le competenze, i compiti e gli ambiti lavoro della figura del disability manager in Italia

A oltre un anno dal precedente articolo, torniamo sul tema del disability management, dopo aver constatato, anche tramite un lavoro di ricerca (sintetizzato più sotto), come in Italia si stia concentrando una notevole attenzione sul tema.

AMBITI DI INTERVENTO - Dare una definizione univoca di disability management è piuttosto complesso, come dimostra tutta la letteratura scientifica e l’esperienza internazionale sul tema, che spazia dai piani di disability management all’interno delle organizzazioni, ai servizi di Disability Case Management, offerti per esempio da strutture ospedaliere o da enti pubblici, che hanno lo scopo di aiutare le persone con disabilità a diventare più indipendenti e attive nella vita della comunità. I Case Manager stabiliscono un rapporto positivo di collaborazione con la persona e la loro rete di sostegno, come i familiari, e assistono la persona nell'identificare, contattare e organizzare i supporti di cui hanno bisogno per affrontare i problemi e raggiungere i loro obiettivi.

DISABILITY MANAGEMENT E LAVORO - Noi focalizzeremo l’attenzione nell’ambito lavorativo, ricorrendo alla denominazione di Workplace Disability Management (letteralmente gestione della disabilità sul luogo di lavoro), che riguarda tutti i casi di disabilità: da quelli congeniti o comunque presenti al momento dell’assunzione, a quelli di disabilità acquisita durante il periodo lavorativo, sia che questa sia acquisita nel contesto lavorativo, sia che sia estranea (per esempio incidenti stradali, malattie cronico-degenerative, ecc.). In quest’accezione, il Disability Management si configura come una strategia proattiva nell'identificare e risolvere tutti i fattori che impediscono alle persone, con qualsiasi tipo di disabilità, di accedere al lavoro (Geisen e Harder, 2011).
Questa concezione va distinta da quella più restrittiva, di matrice statunitense, secondo cui il Disability Management coincide con il Return To Work (RTW, in italiano rientro al lavoro) che, come suggerisce la parola stessa, è limitata ai casi di persone che presentano una disabilità quando stanno già lavorando.

PUNTI DEBOLI DELL’INCLUSIONE LAVORATIVA - L’articolo "Il Disability Management in Italia: una rassegna degli studi basati su evidenza", pubblicato sulla rivista scientifica open access Impresa progetto propone una rassegna degli studi sul Disability Management in Italia, a partire dall’entrata in vigore della legge 68/99 sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, fino al 2015.
In linea con quanto accade negli altri Paesi, il disability management si conferma in Italia un tema trasversale a diversi ambiti, quali management, education e training, e medico.
Lo studio ha consentito di evidenziare 4 aree tematiche, a cui corrispondono altrettanti momenti critici relativi all'inclusione lavorativa:
- recruiting e hiring;
- return to work e job maintenance;
- smartworking;
- fasi di transizione studio-lavoro.

INTERVENTI E OPPORTUNITÀ - I principali risultati emersi evidenziano:
- la necessità di coinvolgere i manager e i responsabili delle risorse umane, affinché il cambiamento organizzativo porti a una cultura dell’inclusione;
- il ruolo centrale della formazione sulle ICT e sulle caratteristiche specifiche delle disabilità per gli operatori dei centri per l’impiego e degli enti di formazione;
- l'importanza della sperimentazione, al fine di valutare e validare gli strumenti adottati e i risultati raggiunti.

Due fattori, in particolare, fanno da cornice a questi aspetti.
In primo luogo, la profonda crisi socio-economica attuale, nella quale l’individuazione di nuove strategie per l’inclusione può configurarsi come un’opportunità per le imprese, che finora hanno tendenzialmente considerato l’inserimento di persone con disabilità come un mero obbligo normativo, a cui adempiere per non incorrere in sanzioni. La capacità di valorizzare la persona può rivelarsi uno strumento per la crescita, l’aumento di risorse disponibili e, quindi, della produttività.
In secondo luogo, la diffusione pervasiva delle nuove tecnologie ha inciso profondamente sulla riorganizzazione del lavoro e sta creando le condizioni affinché si sviluppino nuove pratiche e nuove politiche a supporto del disability management.

UN CONVEGNO DEDICATO - Sono questi appena descritti i presupposti su cui è maturata e si è sviluppata l’idea del convegno a elevato contenuto tecnico-scientifico Disability Management: buone pratiche e prospettive future in Italia, in programma presso il Politecnico di Milano il prossimo 25 novembre, in cui interverranno i massimi studiosi della materia sul tema, perché riteniamo che sia necessaria una approfondita e compiuta riflessione teorica, capace di fornire agli operatori economici e pubblici gli strumenti concettuali, i termini, l’inquadramento di vicende e istituti giuridici appropriati per poter gestire correttamente e proficuamente la politica di inclusione.
Il convegno vede anche la presenza di manager di grandi imprese, che espongono e si confrontano sulle buone pratiche aziendali, ideate e sperimentate finora. Il pregio della compresenza di studiosi e imprese è nella possibilità di apprendere sia le elaborazioni teoriche sia le sperimentazioni effettuate e in corso, ai massimi livelli culturali e operativi.

È innegabile che la giornata di lavoro possa fornire ulteriore arricchimento alle nuove strategie per l’inclusione, mostrando nel contempo le tecniche di valorizzazione della persona con disabilità e le opportunità di business per le imprese.



Bibliografia

Angeloni S. (2011), Il disability management integrato. Un'analisi interdisciplinare per la valorizzazione delle persone con disabilità, Quaderno Monografico Rivista Italiana di Ragioneria e di Economia Aziendale, n. 94.

Bruzzone S. (2016). L’inclusione lavorativa e gli “accomodamenti ragionevoli”: prime riflessioni. Bollettino Adapt.

Geisen T., Harder H. G. (2011), Disability management and workplace integration: International research findings, Routledge, Londra.

Ravicchio F., Repetto M., Trentin G. (2015). Formazione dei formatori in smart working per disabili: come valutarne le ricadute. TD Tecnologie Didattiche, 23(2), 102-111.



Veronica Mattana
Psicologa del lavoro, ricercatrice – veronica.mattana@gmail.com

Consuelo Battistelli
Diversity engagement partner for Ibm Italia - bconsu@gmail.com

 

Immagine di copertina: Designed by Freepik

 

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