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I progetti di agricoltura sociale della rete lombarda capovolgono la logica: da pura assistenza all’essere attivi protagonisti della vita attraverso il lavoro, contro l’emarginazione sociale

Il lavoro nobilita l’uomo, ma gli dà anche una collocazione sociale, una collocazione personale e, in certa misura, forma la sua identità. Ecco che quindi il lavoro come risposta allo svantaggio diventa chiave di volta in percorsi che cambiano del tutto rotta, giungendo al traguardo di una rivincita.
Ed è proprio il caso di parlare di rivincita di fronte ai numeri e alle attività messe in piedi dal progetto di Agricoltura Sociale Lombardia, una rete regionale che ha realizzato inserimenti professionali in campo agricolo di persone in stato di disagio e fragilità, tra cui persone con disabilità. La rete, alla quale aderiscono tutte e dodici le province della Regione Lombardia, coinvolge ben 119 realtà tra aziende agricole, cooperative, fondazioni  associazioni. Ente capofila, la provincia di Mantova.

COS’È L’AGRICOLTURA SOCIALE – Con questo termine si indicano le iniziative che coniugano agricoltura e ambito sociale, coinvolgendo persone con disabilità o altri tipi di e situazioni di difficoltà. Le attività possono riguardare diversi ambiti: da quello lavorativo (con l’impiego professionale dei soggetti) a quello terapeutico riabilitativo, a quello ricreativo o di inclusione sociale.

L’INCLUSIONE SOCIO LAVORATIVA IN CAMPAGNA – I progetti di Agricoltura Sociale Lombardia si sono focalizzati sull’ambito dell’inclusione socio lavorativa, operando in contesti che producono prodotti agroalimentari o servizi agrituristici che sono immessi nel mercato. Questi progetti si concretizzano in rapporti di lavoro veri e propri: si arriva ad assunzioni a tempo determinato e indeterminato, passando per progetti auto-imprenditoriali, corsi di formazione professionalizzanti oltre che in primis di tirocini e percorsi di alternanza dedicati ai ragazzi e ragazze con fragilità.

Nel 2017 il cuore tematico focale è rappresentato dal Bando regionale - promosso e finanziato dalla Provincia di Mantova e gestito per conto di essa dalla sua Azienda Speciale For.Ma. - per l’alternanza, l’orientamento e l’inserimento dei giovani con disabilità. Tutte queste attività sono finalizzate sia a valorizzare le capacità dei giovani coinvolti sia a insegnare loro abilità lavorative, di carattere specifico e trasversale, nel settore agricolo prevedendo diverse mansioni a seconda dei contesti e delle abilità messe in gioco.

IL BENESSERE DALLA NATURA – Il successo di questo tipo di attività anche sul piano del benessere individuale va ricercato nella sua stessa tipologia e nel suo stesso ambiente: l’attività agricola per sua natura necessita di tempi che impongono un’attesa dalla semina al raccolto, e la cura di ogni sua fase. In questo modo il soggetto coinvolto vien e responsabilizzato dal prendersi cura di qualcosa che senza le sua costanti attenzioni non crescerà né darà frutti.

I NUMERI  DEL PROGETTO - Per farsi un’idea, si tratta di 790 persone disabili e 689 soggetti in condizione di difficoltà coinvolti a vario titolo nelle attività di Agricoltura Sociale Lombardia. Quest’anno sono previsti 132 nuovi percorsi, tra tirocini e alternanze rivolti a giovani con fragilità. Viene così scardinato il più alto pregiudizio sul tema del rapporto disagio-lavoro. “La rete Agricoltura Sociale Lombardia esplicita una forma innovativa di lavoro organizzato in cui l’esperienza lavorativa diventa progetto comune - commenta Alessandra Bezzecchi, responsabile servizio disabili Provincia di Mantova -  Le persone coinvolte, sia fragili che con problemi di salute, costruiscono la propria identità attraverso il lavoro in agricoltura: individualismo, competizione, guerra dei talenti, autoritarismo, egoismo e solitudine professionale spariscono quando il legame sociale è così forte. Le storie delle persone inserite grazie alla rete lombarda ci raccontano di eroi che senza vergogna hanno trovato non un luogo ma una comunità di senso dove radicarsi.

DA PAZIENTE A RESPONSABILE DI PROGETTO – La storia di Roberto è la storia di uno degli inserimenti lavorativi di persone con disabilità, problemi di dipendenza ed ex carcerati di Pavia,  città  che rappresenta un esempio virtuoso della rete Agricoltura Sociale Lombardia registrando per l’anno 2017 ben 13 nuovi percorsi.

Roberto è un giovane della provincia pavese che proviene da una situazione difficile, solcata dal dolore, dopo un lutto profondo che ne compromette l’equilibrio psichico al punto da impedirgli per due anni di uscire di casa, mentre nel frattempo comincia ad essere seguito come paziente dal Centro Psicosociale della zona. A primavera 2016 la svolta: inizia una prima esperienza di agricoltura sociale nel contesto di “Orti Sociali Voghera”, prima con mansioni semplici, come togliere erbacce a mano, poi passando alla semina, fino alla raccolta dei prodotti. In tutte le fasi del progetto Roberto viene affiancato dallo staff per supportarlo nell’apprendimento delle abilità e acquisizione di autonomia lavorativa.  Ora Roberto non solo è uscito dal cono d’ombra nel quale le vicissitudini della vita lo avevano gettato, ma ha trovato una collocazione professionale che continua a crescere: lavora infatti con continuità per diverse aziende agricole del territorio, specializzandosi in particolar modo nella coltivazione di zucche, competenza per cui è richiesto da numerosi contesti lavorativi. Attraverso una conduzione di tipo familiare gestisce inoltre un terreno tutto suo dedicato alla produzione di ortaggi. “Questa esperienza è stata per me molto positiva e importante: mi ha permesso di ricominciare una nuova vita regalandomi tante soddisfazioni. Venivo da una situazione difficile - racconta Roberto - Lavorare con la terra mi fa stare bene perché è una cosa che facevo anche da piccolo con mio padre, quindi sapevo già come muovermi. Ad “Orti Sociali di Voghera” ho trovato persone che hanno capito subito la mia situazione e che mi hanno messo a mio agio con i ritmi di lavoro e a contatto con gli altri. È bello avere a che fare con colleghi gentili e disponibili: Moreno e gli altri mi hanno fatto sentire rispettato”.

Mai come in questo caso il gettare un seme ha dato, letteralmente, frutti migliori.

Per info sui progetti di Agricoltura Sociale Lombardia:
 www.agricolturasocialelombardia.it
rete@agricolturasocialelombardia.it

Francesca Martin

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