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L’iniziativa di carattere legale si propone di ottenere l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano

Dopo averlo annunciato, è stato ufficialmente presentato in questi giorni, da parte di alcune associazioni del mondo disabilità, un ricorso alla Commissione Europea contro il Jobs Act, per quanto riguarda le assunzioni delle persone con disabilità.

IL MOTIVO DEL RICORSO - Causa del ricorso,  la modifica introdotta col Jobs Act della legge 68/99 sull’inclusione lavorativa, con l’allargamento della chiamata nominativa generalizzata per tutte le assunzioni delle persone disabili, “un criterio che produce discriminazione e penalizza le disabilità più gravi”, secondo CoorDown.
CoorDown, l’associazione promotrice Tutti Nessuno Escluso e le altre associazioni ricorrenti si esprimono contro l’innalzamento della percentuale della chiamata nominativa al 100% e chiedono il ripristino della norma ex ante che prevedeva il 50% di chiamate nominative per le aziende da 15 a 35 dipendenti e il 60% per quelle con più di 50 dipendenti. (qui parliamo di cosa cambia nel concreto). 
L’iniziativa di carattere legale si propone dunque di ottenere l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per violazione dell’articolo 5 della direttiva n. 2000/78/CE che stabilisce un principio di parità di trattamento e di condizioni di lavoro per le persone disabili.

RISCHIO DI CAPORALATO - Parla di caporalato  Virginio Massimo, Presidente di Tutti Nessuno escluso: «La chiamata nominativa generalizzata dà vita a una nuova forma di "caporalato" e concede ai datori di lavoro la possibilità di scegliersi il disabile su misura. A ciò si aggiunga che non garantendo affatto trasparenza rischia di scatenare una "guerra tra poveri" per ottenere un posto di lavoro».
«CoorDown ha deciso di sostenere in modo formale l’iniziativa dell’Associazione Tutti Nessuno Escluso - afferma Sergio Silvestre, presidente Nazionale CoorDown - perché sono mesi che esprimiamo la nostra ferma contrarietà alle modifiche introdotte dal Governo alla legge n. 68/99. Ci piacerebbe che i diritti fossero uguali per tutti, mentre l’abolizione del criterio numerico nelle procedure di assunzione va esattamente nella direzione opposta, favorisce meccanismi».

LE ASSOCIAZIONI CHE ADERISCONO- Aderiscono all’iniziativa, unendosi alla promotrice del riorso, l’Associazione Tutti Nessuno Escluso,  il Coordinamento nazionale per l’inclusione sociale dei disabili psichici, e sottoscritta dalla Consulta cittadina permanente sui problemi delle persone handicappate di Roma Capitale e da altre otto organizzazioni senza fini di lucro attive nel mondo della salute mentale e della disabilità: l’Associazione Regionale Salute Mentale del Lazio, Ylenia e gli amici speciali, Hàgape 2000, Oltre lo Sguardo Onlus, Il mondo che vorrei Onlus, l’Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica, il S.o.d. Italia e il Coordinamento socio-sanitario per le persone con disabilità.

Plauso per questa azione legale è stato espresso da Cgil. “Un’ottima notizia” ha commentato Nina Daita, responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil.

Per info:

www.tuttinessunoescluso.it

www.coordown.it


In disabili.com:
Lavoro disabili: cosa cambia col Jobs Act

Redazione