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Si propone il recupero e il reinserimento lavorativo di persone provenienti dall'area della fragilità sociale il progetto "Bottega artigiana della pietra e del legno", avviato dalla Cooperativa sociale Sant'Antonio di Udine e avente come partner il Centro servizi per il volontariato di Udine, l'Associazione Speranza, il Dipartimento delle amministrazioni penitenziarie del Ministero della Giustizia (Ufficio esecuzioni penali esterne) di Udine, Pordenone e Gorizia.

I risultati della prima fase progettuale sono stati presentati a Udine nella sede dell'Esmea dal coordinatore della cooperativa Alessandro Zonato, presenti l'assessore provinciale Alessandro Piuzzi, il direttore dell'Esmea Giacinto Romano e il presidente Piero Petrucco, il direttore Assocoop Marco Agostinis e il vicedirettore Stefano Chiandetti, il dirigente Uepe Antonina Tuscano Monorchio.
Si tratta di un corso di formazione per giovani e giovani adulti in esecuzione penale esterna, durante il quale i partecipanti imparano a realizzare manualmente lavorazioni lapidee allo scopo di restaurare beni e suppellettili o di fabbricare oggetti artistici di uso comune nel settore decorativo e nell'arredo.
 
Il progetto, che si avvale della preziosa collaborazione dell'artista e scultore Maestro Giandomenico Sandri ed è finanziato tramite fondi reperiti dal Centro Servizi per il volontariato di Udine, ha una durata di 14 mesi e l'obiettivo di avviare una decina di persone al lavoro specializzato in produzioni lapidee, anche ai fini del restauro, valorizzando le specifiche abilità manuali ed evidenziando le propensioni e le capacità individuali.
"Il percorso formativo di questo progetto - spiega Alessandro Zonato - si avvale di un approccio innovativo, ripreso dal passato e definito come lavoro a bottega. Prevede un'attività in piccoli gruppi con interazione continua e verifica auto-gestita dei progressi, coinvolgendo i partecipanti nella valutazione".

Dopo una prima fase dedicata alla scoperta delle decorazioni nei manufatti presenti sul territorio e del "come" erano eseguiti, nei prossimi mesi l'esercitazione continuerà in un laboratorio allestito nell'Esmea con nuovi manufatti.
Alla fine verrà realizzato un catalogo con pezzi che potranno essere usati in nuove costruzioni, privilegiando l'utilizzo di materiali del territorio come la pietra piasentina.
"Attraverso questo progetto - conclude Zonato - vorremmo far leva sull'orgoglio individuale di riscatto e far emergere le abilità di ognuno, oltre a fornire una valida occasione di reinserimento lavorativo a persone fragili, recuperando lavori di valore tradizionale del territorio".

INFO:

Il sito del Centro Servizi per il Volontariato di Udine

Il sito dell'Associazione Speranza

[Redazione]

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