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La sede di lavoro non è un particolare, nella vita di una persona.
Alcune attività prevedono continui spostamenti; altri impieghi esigono periodici cambi di residenza.
Tutto nella norma. Meno quando questa prassi è evitabile (perchè comunque è un disagio). Ancora meno comprensibile se va ad incidere sulla disponibilità dei lavoratori a mantenere un ruolo sociale nel territorio, ad esempio con opere di volontariato.
E' quanto solleva - nella lettera che vi proponiamo integralmente di seguito - Marco Santoro, referente del Distretto Ragusa Sud del CSVE (Centro servizi volontariato etneo).
La missiva chiede un intervento della Regione Sicilia, presa in causa anche perchè in questo caso... è il datore di lavoro.

Ma eccovi il pezzo:
Il Distretto Ragusa Sud del CSVE denuncia la grave insensibilità dell’Assessorato al Lavoro della Regione Siciliana nei confronti dei volontari impegnati a favore delle persone con disabilità e altri soggetti svantaggiati.
Quattro volontari del Distretto Ragusa Sud, dipendenti dell’Assessorato al Lavoro, si sono visti revocare senza alcuna motivazione il trasferimento della sede di lavoro che garantiva l’espletamento del volontariato.
Tra questi risulta, anche, una volontaria premiata dal Distretto in occasione della Festa del Volontariato per l’impegno profuso a favore dei “ragazzi” con disabilità.
Non può sottacersi la gravità di tale azione, che poniamo all’attenzione degli organi di informazione, ma in primis alla sensibilità del Presidente della Regione On. Totò Cuffaro, da sempre impegnato nei valori della solidarietà e dell’impegno volontario.
A giorni, il 26 novembre prossimo, i quattro volontari allontanati dalla propria sede lavorativa si presenteranno davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Modica per il riconoscimento di un diritto che va oltre alla tutela soggettiva.
Sono in gioco le tante battaglie e le tante azioni portate avanti da milioni di volontari, che hanno ottenuto buone leggi per il riconoscimento giuridico dell’alto valore civico, dell’impegno gratuito, serio e solidaristico.
Volere da parte di una Pubblica Amministrazione attuare un trasferimento d’ufficio ingiusto, assume un valore di sanzione disciplinare che da una parte lede la dignità del lavoratore impegnato in attività di volontariato e, dall’altra, pregiudica servizi ai destinatari.
La presente lettera aperta assume, quindi, valore di una battaglia per il consolidamento e la tutela  di tutti coloro che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per aiutare i soggetti bisognosi.
Estirpare, allontanare, togliere i volontari dal proprio ambito territoriale significa volere inclinare irrimediabilmente l’impegno sociale e pubblico dei volontari, con pesanti ricadute in danno dei soggetti bisognosi e delle comunità cittadine.
Non può prevalere, soprattutto per una Pubblica Amministrazione, il conteggio ragioneristico del tempo impiegato nel volontariato o la tabella polimetrica, perché il volontario offre impegno costante e dedizione con il cuore, disponibile in qualsiasi momento e non valutabile solo con le ore effettivamente registrate.
Il volontariato è una missione che va tutelata energicamente da qualsiasi attacco.
On. Cuffaro, mi rivolgo a Lei, pertanto, per invitarLa ad intervenire immediatamente per impedire l’avvio dell’Azione Giudiziaria, in quanto è necessario il pieno riconoscimento del diritto dei volontari a poter espletare la propria attività lavorativa (alle dipendenze dell’Assessorato al Lavoro) senza la penalizzazione dell’estirpazione dal territorio in cui per anni hanno operato in attività di volontariato.

Il Referente del Distretto Marco Santoro

INFO:

Il sito del Centro servizi volontariato etneo, che rappresenta le associazioni delle provincie di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna


[Redazione]