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copertina ICF

(Publiredazionale)

Negli ultimi quasi quarant’anni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso diversi manuali con lo scopo di definire e mantenere aggiornata, in termini sia terminologici che sostanziali, la classificazione i diversi concetti che ruotano attorno al termine “disabilità”.

Nel 1980 l’OMS ha diffuso l’ICIDH -International Classification of Impairment, Disabilities and Handicap, con l’obiettivo principale di fare chiarezza terminologica e anche analizzare le conseguenze associate alle menomazioni.

Impairment / menomazione: qualsiasi perdita o anormalità di una struttura o di una funzione fisiologica, anatomica oppure psicologica. Nel caso della perdita di una capacità psicologica si tende, invece di usarle il termine menomazione, a parlare di “disturbo”. È una menomazione la mancanza di una gamba sin dalla nascita, o la perdita di un arto a causa di un incidente, ma è una menomazione, per esempio, anche la perdita di capacità linguistica derivante da un’ischemia. Però è un “impairment” anche, in senso più ampio, un disturbo dello spettro autistico o un disturbo schizofrenico.

Disabilities / disabilità: è la limitazione o perdita della capacità di effettuare un’attività nel modo o nei limiti considerati normali per un essere umano. Rappresenta quindi la conseguenza pratica della menomazione e, di conseguenza, indica lo svantaggio personale che la persona disabile vive espresso in ciò che è in grado di fare o meno. Da una menomazione, presente già alla nascita o che subentra nel corso della vita, di tipo fisico può comportare una difficoltà di movimento, mentre una menomazione di tipo psichico genera una disabilità di tipo relazionale, comunicativa, comportamentale, ecc.

Handicap: indica lo svantaggio sociale, vissuto da una persona a seguito di una disabilità o menomazione, che limita o impedisce l'adempimento di un ruolo normale per un dato individuo in funzione di età, sesso e fattori culturali e sociali. L'handicap riguarda il valore attribuito ad una situazione od esperienza individuale quando essa si allontana dalla norma. Quindi, l’handicap si riscontra solo nel caso in cui le condizioni esterne siano ad ostacolo alla vita della persona.

In seguito, nel 1997 l’OMS ha aggiornato la classificazione con il documento ICIDH-2 per connotare positivamente i termini di menomazione, disabilità e handicap e mettere in evidenza la forte influenza esercitata dai fattori ambientali e da quelli personali sulla patologia. Nell’ICIDH-2 i termini di menomazione, disabilità ed handicap sono stati sostituiti da: funzioni e strutture del corpo, attività e partecipazione.

Questo tipo di stima fisiatrica, a differenza di quella neurologica, non avviene attraverso la valutazione delle difettualità in esito alla malattia ma sulle risorse che restano intatte e che consentono di esaltare l'attività residua e le possibilità di partecipazione del soggetto alle opportunità offerte dalla trama sociale in cui è inserito. Inutile dire che il livello di partecipazione è direttamente legato alla capacità di accoglienza della società e dell'ambiente che deve ridurre al massimo le barriere che dividono i soggetti con menomazione da quelli che non ne presentano.

Infine nel 2001 l’ICIDH-2 è stato revisionato ulteriormente e convertito in ICF, la classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute, per porre l’accento proprio sulle componenti sanitarie. L’ICF, cioè, non classifica più le malattie, ma le componenti della salute, intese come punti di forza per la qualità della vita della persona.

La sequenza menomazione - disabilità - handicap viene sostituita dalla sequenza di base funzioni e strutture corporee - attività personale - partecipazione sociale, che costituisce una connotazione neutrale e che permette di descrivere qualsiasi tipo di situazione, non solo quella di disabilità/handicap.

L’ICF, quindi, non considera gli aspetti eziologici delle malattie ma fornisce indicazioni utili di carattere qualitativo rispetto al funzionamento. Pertanto, questo tipo di Indicatore descrive la situazione di ciascun individuo all’interno di una serie di domini della salute e degli stati ad essa correlati, attraverso l’analisi di due aspetti essenziali: 1) il funzionamento e la disabilità: corpo + attività e partecipazione; 2) i fattori contestuali: fattori ambientali + fattori personali.

È chiaro quindi che, a seguito di questo percorso di definizione della terminologia, il sistema di classificazione attualmente in uso sia l’unico che tiene, finalmente, conto della complessità dell’individuo e delle aree di funzionamento.

 

(Articolo realizzato in collaborazione con Ceteco – il montascale a piattaforma per disabili)

 

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