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Ricorderete probabilmente di quell’episodio di cronaca che il giorno di Pasquetta aveva registrato una disavventura ai danni di una comitiva di persone con sindrome di Down a bordo di un treno  regionale Albenga-Milano, costretta a scendere dal mezzo perché i loro posti in carrozza, prenotati, erano stati occupati impropriamente da altri viaggiatori.

Le indagini che ne sono seguite, dopo 5 mesi dall’accaduto, non hanno portato a nulla: nessun responsabile e quindi nessun indagato da processare per quell’episodio che aveva interessato 27 persone con disabilità e tre accompagnatori, e indignato tutti. Riporta La Repubblica che il fascicolo aperto a carico di ignoti dalla Procura di Genova per violenza privata (a seguito dell’esposto di Assoutenti, ndr) ha visto alcuni mesi di indagini complesse da parte della Polizia Ferroviaria, prima di archiviare infine il tutto.

Trenitalia, dal canto suo, aveva subito annunciato il rimborso integrale dei biglietti ai partecipanti.
Da Assoutenti il commento del presidente Furio Truzzi: Rispettiamo la decisione del pm di Genova Luca Monteverde di archiviare l’indagine ma non la condividiamo.
“Ci dispiace soprattutto per i ragazzi coinvolti nell’episodio, che così sono privati della possibilità di ottenere giustizia e veder riconosciuti i propri diritti – spiega Truzzi – Siamo tuttavia convinti che i passeggeri che hanno impedito ai disabili di salire sul treno siano da considerare colpevoli e protagonisti di un atto criminale, anche in assenza di una condanna in tribunale”. Conclude: “Speriamo che simili vergogne non si verifichino più nel nostro paese, e ringraziamo la capotreno di Trenitalia che in quell’occasione ha vigilato sui diritti dei passeggeri rimanendo essa stessa vittima dell’inciviltà di alcuni viaggiatori”.
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